.
Annunci online

  OrgoglioDemocratico [ ]
         

Non scrivo praticamente più su questo blog. Mi sono dedicato completamente a www.enricoberlinguer.it e curo la rubrica "Il Rompiballe" su Qualcosa di Sinistra. Questo è il mio blog personale, che ho fondato quando avevo 18 anni e ci sono affezionato. Riflette le mie speranze di allora, su una nuova Sinistra, che recuperasse la lezione di Enrico Berlinguer sulla Questione Morale e sull'austerità e la saldasse con la questione della democrazia incompiuta del nostro Paese. 

Rileggendomi, a distanza di anni, sorrido della mia ingenuità di allora. Per fare buona politica, diceva Piero Calamandrei, c'è bisogno di persone oneste che facciano modestamente il proprio mestiere con passione, rigore e impegno morale. Perché sincerità e coerenza, che possono sembrare ingenuità, alla lunga sono l'unico buon affare.

Se mi seguivate allora e volete leggermi "quotidianamente", mi trovate su facebook o su twitter.

Profilo Facebook di Pierpaolo Farina


"Change will not come if we wait for some other person or some other time. We are the ones we've been waiting for. We are the change that we seek."
(Il Cambiamento non arriverà se aspettiamo qualcun'altro o qualche altro momento. Noi siamo quelli che stavamo spettando. Siamo il Cambiamento che cerchiamo.)

(Barack Hussein Obama, 44° Presidente degli Stati Uniti d'America)

BASTA Lotte per le Poltrone, ci vuole PASSIONE!

visita il sito di Barack Obama
Partito del Socialismo Europeo


Internazionale Socialista

Le Battaglie a cui aderisce il Blog:

Stop the whales massacre!

Nucleare? No, grazie

passaparola





Iscriviti al Vaffanculo Day

Per De Magistris

Parlamento Pulito: un Parlamento senza condannati

Scarica il volantino "Onorevoli Wanted"


3 aprile 2013

Benvenuti in Italia, Repubblica di Bananas (senza Woody Allen)

di Pierpaolo Farina

In principio c'era la politica: si scontravano visioni ideali del mondo e della società completamente opposti, ci si scontrava duramente, ma c'era il rispetto, un certo galateo istituzionale, il riconoscimento dei meriti e dei pregi dell'avversario. Certo, in campagna elettorale si andava alla conquista dei voti, con programmi che spesso enfatizzavano le manchevolezze dell'altro, ma era già pur qualcosa.

Benché la democrazia italiana fosse bloccata, un terzo dell'elettorato irrimediabilmente relegato all'opposizione (anche qualora avesse raggiunto il maggior numero di voti, per ragioni di politica internazionale) e problemi di governabilità dovuti all'eterogeneità delle coalizioni governative anti-comuniste, però c'era ancora della passione... poi andò tutto lentamente a marcire, arrivarono i colpi di stato falliti, le bombe, il terrorismo, il clima da guerra civile, le stragi mafiose, la corruzione della vita pubblica.

Ci sono voluti trent'anni di nani e ballerine, inaugurati da San Bottino di Hammamet, ma finalmente, con il discorso di oggi del Capo dello Stato, possiamo finalmente dire di aver raggiunto un risultato: dalla Prima Repubblica dei padri costituenti siamo passati alla Repubblica di Bananas.

Siccome siamo italiani, abbiamo anche la sfiga di non avere Woody Allen.

Dal governo tecnico siamo passati al "ristretto gruppo di tecnici": evidentemente hanno sbagliato lavaggio in lavatrice. E sono facili lacrime di coccodrillo, quelle del Partito Democratico e di Bersani, che ha fatto una campagna elettorale disastrosa, e si è impiccato proprio appoggiando il governo Monti: gli 8 punti dovevano saltare fuori prima delle elezioni, non dopo. Verrebbe da dire, ben gli sta, se non ci fosse Renzi che si scalda ai motori, e intanto passa da Mediaset, stavolta non alla ruota della fortuna, ma ad Amici di Maria de Filippi.

La democrazia italiana è stata lentamente espropriata di ogni rappresentatività e, soprattutto, di ogni possibilità di cambiamento: il M5S ha deciso di comportarsi come tutti gli altri, con la scusa di non compromettersi. Facendo i suoi interessi di bottega, il M5S non solo ha rimesso in campo Berlusconi per la golden share del governo, ma ora gli impresentabili del PD si accorderanno con il centrodestra per un capo dello Stato che "tuteli il Cavaliere sulla giustizia"; non solo, hanno prolungato il governo Monti, quello delle banche per intenderci, contro cui cannoneggiavano fino ad un mese fa; non otterranno più nulla di concreto. E quindi, alla fine, il loro consenso sarà totalmente non rappresentato e inutile, ai fini del cambiamento.

Sì, perché bastava accordarsi per un governo a tempo che cambiasse le cose fondamentali da cambiare (a guida di chi gli pare), sostenuto da PD e M5S, e almeno si sarebbe potuti tornare al voto con schieramenti rinnovati, una legge elettorale decente e, finalmente, una legge sul conflitto di interessi.

Niente di tutto ciò. Ora, il fantoccio Monti sarà ancora più fantoccio, a lavorare saranno i "tenici ristretti" e, nel marasma generale, si conferma la massima del Gattopardo: "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi."

Complimenti ai registi dell'operazione.

P.S. Abbiamo appena scoperto che un governo senza la fiducia delle Camere può operare. Soprattutto se è dimissionario. Fantastico. Ma se a tutelare la Costituzione non ci pensa nemmeno il Capo dello Stato, a chi dobbiamo rivolgerci? A Woody Allen?

Pubblicato su: http://www.qualcosadisinistra.it/?p=13322




31 gennaio 2011

Milano merita un ventenne

 

BASTA GIOVANI! proseguendo con queste pippe, faremo vincere la Moratti. E' questo che volete? IO NO.”

 

Questo commento (il cui autore continuo dopotutto a stimare) è uno dei tanti che finirono in calce alla mia lettera aperta a Giuliano Pisapia del 17 dicembre scorso, in cui chiedevo conto del perché mentisse sulla partecipazione alle primarie e ponevo altre due o tre questioni che durante le primarie non si poteva porre nemmeno nei suoi comitati perché “l’obiettivo è vincere, al resto pensiamo dopo.”

 

A quel “resto” non ci ha pensato più nessuno, o meglio, qualcuno ci ha pensato dandomi del fascista, del non giovane, del tafazzista e così discorrendo nella lunga sequela di insulti pubblici e privati che mi sono arrivati con quella lettera (ma sarebbe affascinante farvi leggere la mia lunga corrispondenza con alcuni insigni membri dello Staff di Pisapia ancora durante le primarie, quando a brutto muso uno di loro tirò fuori la famosa frase “tu non sai chi sono io”).

 

E dire che da elettore di Pisapia alle primarie mi limitavo a fare delle domande semplici, per esempio se pensava ancora che il concorso esterno in associazione mafiosa fosse un’anomalia giuridica, come aveva dichiarato a Panorama il giorno della condanna di Marcello Dell’Utri a 7 anni in appello per quel reato “anomalo”. In fondo, si candidava a sindaco nella città che Dell’Utri, ai tempi del maggioritario, veniva eletto a furor di popolo.

 

Ai comitati di Pisapia, però, non si poteva discutere di politica, bisognava stare seduti ad ascoltare la maestrina di turno che ti diceva dove dovevi andare a distribuire volantini, in che giorno e a che ora: cose che non richiedevano un incontro fisico, dato che basta una mail (ma internet è una landa sconosciuta per costoro e quando mi permisi di fare qualche osservazione, visto che gestisco uno dei siti-blog più letti e visitati d’Italia, con oltre 120.000 utenti, ci mancava poco che mi deferissero ai probi viri).

 

Mi ero già rassegnato a dovermi turare il naso e a doverlo votare questa primavera, quando stasera mi arriva un messaggio da un mio amico che mi chiede se conoscevo Mattia Calise. Il nome non mi dice niente. Lo cerco su facebook e subito lo riconosco: è un mio compagno di corso, a Scienze Politiche. Lo conosco di vista, non ci ho mai parlato, ma a prima vista sembra una persona per bene, e raramente mi sbaglio.

 

Quindi ho deciso di sostenerlo. E che sia chiara una cosa: ad aver tradito speranze e aspettative non è il sottoscritto. Ma chi si è proposto come il nuovo e non lo era, come il cambiamento e invece si è circondato del peggio della vecchia guardia che il cambiamento non lo vuole.

 

Tanto, male che vada, sbaglierò a mandare persona in consiglio comunale. Di una cosa sono sempre andato fiero, però, nella mia breve vita: non ho mai fatto errori per conto terzi. Una cosa che altri trinariciuti radical-chic non possono vantare di aver fatto nella loro vita, che è più lunga di una quarantina d’anni della mia.




10 novembre 2008

Mafiocrazia - di Marco Travaglio




26 maggio 2008

Balle Spaziali

Vi riporto l'intervento di Marco Travaglio sul blog di Beppe Grillo in direttaTV oggi pomeriggio.

"Volete farvi quattro risate? Leggete Francesco Alberoni - sociologo del nulla, scalatore delle discese, esperto dell'ovvio - sul Corriere di oggi. Sulla prima pagina del Corriere, dove una volta scriveva Pasolini; oggi Alberoni. Dice Alberoni: "Sono convinto che l'Italia si riprenderà rapidamente. Prima di quanto tutti credano. E si riprenderà perché finalmente ha riacquistato il senso della realtà. Oggi tutti chiedono sicurezza, vogliono i termovalorizzatori, trovano giusto che il capo del Governo si incontri con il capo dell'opposizione, condannano i minorenni che stuprano o uccidono le adolescenti - (prima invece eravamo tutti solidali con gli stupratori) - e accettano che un ministro proponga che i funzionari che non lavorano possano venire licenziati. I giornali e la televisione cominciano a descrivere oggettivamente i fatti di cronaca nera, di corruzione e di povertà, senza ubriacarci con cento pareri politico-ideologici". - (È bastato che Berlusconi vincesse le elezioni, guardate quanti miracoli in due settimane) - "La gente può riflettere e giudicare con la sua testa, usare il suo buon senso. Naturalmente ci sono personaggi che non hanno ancora capito che la società è cambiata e si comportano come quei giapponesi che, a guerra finita, continuano a combattere. Ma spariranno." Parola di Francesco Alberoni. Insomma, il titolo è "Il Paese sta riconquistando il senso della realtà".
E vediamo subito qualche esempio di questo riconquistato senso della realtà. Per esempio l'abolizione dell'ICI. Che peraltro, per le case più modeste, era stata già abolita prima. Ma quelli che l'avevano abolita non ce lo avevano nemmeno raccontato, perché non sapevano comunicare. Bene, adesso l'hanno abolita anche per i ricchi e dicono di voler fare il federalismo fiscale. In realtà non c'è tassa più federale di una tassa comunale come l'ICI, che essendo basata sul patrimonio e non sul reddito, costringeva a pagare un po' di tasse anche quelli che sul reddito evadono completamente o parzialmente. E soprattutto era il polmone che finanziava i comuni. Cioè era la tassa più federale che si potesse immaginare. I federalisti l'hanno cancellata e adesso ci diranno che vivremo tutti in un mondo migliore perché risparmieremo tutti un sacco di soldi. In realtà non è vero niente, perché se sparisce l'ICI si aprono voragini nei bilanci dei comuni. Il governo ha già detto che rimborserà i comuni dei mancati introiti dell'ICI e che cosa farà? Aumenterà altre tasse per ripianare. Cioè, non pagheremo più una tassa che si chiama ICI, ma ne pagheremo un'altra che si chiamerà "rimborso dell'ICI". Al comune di Palermo, in questi giorni, hanno circa raddoppiato l'IRPEF e il comune di Palermo è una delle avanguardie di questo nuovo modo di fare il federalismo fiscale fregando la gente.
Detassazione degli straordinari. Altra grandissima conquista. E tutti ci credono. E tutti ne discutono. In realtà, come spiegava ieri Scalfari su Repubblica, ci sarà semplicemente uno spostamento nei salari dalla parte fissa alla parte variabile in modo da poter pagare e incassare, diciamo, nella quota che sarà detassata, e questo aumenterà l'elusione e l'evasione fiscale. In ogni caso la detassazione degli straordinari non riguarda gli statali, cioè per esempio le forze dell'ordine, che sono pagate pochissimo e che fanno un lavoro molto spesso difficile non avranno alcun beneficio. Inoltre non saranno coinvolte praticamente le donne, perché le donne di rado fanno straordinari. Non emergerà il nero, perché le aziende quelle in nero continueranno a pagare in nero senza i contributi e senza pagare le tasse. Ci sarà un effetto che bloccherà ancora di più le assunzioni e farà ancora di più ricorso al precariato e agli straordinari di quelli che sono già assunti...

Altro annuncio che non ha nessuna attinenza con i fatti. Il grande risparmio che avremo con la rinegoziazione dei mutui. In realtà, come le associazioni dei consumatori hanno già dimostrato, tornare al tasso fisso del 2006 e rinegoziare i mutui non significherà che risparmieremo, significherà che pagheremo rate per più tempo e quindi alla fine il nostro mutuo ci costerà molto di più di quello che ci costa adesso. Le banche non fanno niente in perdita, quindi ci guadagneranno. Solo che pagheremo a lunga scadenza e non ce ne renderemo conto. Forse qualcuno si farà anche l'idea di avere risparmiato mentre gli viene prelevato qualche centinaio, migliaio di euro di più dalle tasche.
L'annuncio del nucleare: "Avremo quattro nuove centrali nucleari". Nessuno fa caso al fatto che le avremo forse fra quindici anni, che quando nasceranno saranno già vecchie o morte perché useranno tecnologie di terza generazione mentre in tutto il mondo si sta già parlando della quarta generazione. Non si sa dove mettere le scorie. Perché noi le riforme le facciamo a costo zero, senza prevedere le conseguenze di quello che facciamo. Tutto ciò ammesso e non concesso che poi queste centrali nascano perché pare che costino circa 30 miliardi, che ci daranno un'energia costosissima e assolutamente fuori mercato e alla fine, se anche nascessero, coprirebbero il 7% del nostro fabbisogno energetico. Insomma, un altro annuncio buttato all'aria che tutti prendono sul serio, ma che probabilmente non si realizzerà.
È tutto finto. Tutto finto, come il ponte. Il Ponte sullo Stretto, che ancora una volta viene rilanciato per buttare un po' di soldi in progettazione e in opere preparatorie e che poi non si sa nemmeno se starà in piedi, ma possiamo tranquillamente dirci - così inter nos - che il ponte non ci sarà mai. Servirà semplicemente a buttare dell'altro denaro pubblico. Del resto, a vincere l'appalto è stata l'Impregilo, quella che si è comportata così bene nel non smaltimento dei rifiuti a Napoli.
Infine, apoteosi della ricomparsa dei fatti, come ci racconta il professor Alberoni: il reato di clandestinità per gli immigrati, che dovrà garantire grande sicurezza ai cittadini italiani, perché finalmente adotterà la linea dura nei confronti di chi circola per l'Italia senza i documenti e il permesso di soggiorno. Non lo dico io, perché io sono un noto mascalzone, uno di quei giapponesi che sono destinati a sparire, secondo il prof. Alberoni. Ma lo dicono il professor Valerio Onida, che è l'ex presidente della Corte Costituzionale e, il giudice, procuratore aggiunto di Torino, Bruno Tinti, in un articolo che abbiamo pubblicato nel blog www.voglioscendere.it e in un altro articolo che oggi sta su La Stampa di Torino. Bene, che cosa dicono? Che il reato di clandestinità di cui tutti parlano, discutono, si accapigliano, si dividono, pro/contro, ecc. in realtà non esiste. È stato annunciato, ma nell’articolato di legge che è stato presentato da Maroni e dal governo Berlusconi non c'è il reato di clandestinità, cioè di permanenza clandestina in Italia. Ce n'è un altro che sembra la stessa la cosa ma è completamente diverso. Dice l'articolo incriminato: "Ingresso illegale nel territorio dello Stato. Lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni della legge Bossi-Fini è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e deve essere obbligatoriamente arrestato e processato per direttissima. Intanto non sarà mai processato per direttissima perché per le direttissime nei tribunali sono intasate per reati ben più gravi, tipo spaccio di droga, tipo omicidi ecc. e poi soprattutto non prevede la presenza sul territorio. Prevede l'ingresso da uno Stato straniero all'Italia. Che cosa vuol dire l'ingresso? Che, o lo prendi mentre entra, l'immigrato, e allora non si vede per quale motivi lo devi arrestare e processare andando a intasare la macchina della giustizia: lo respingi direttamente alla frontiera. Basta la polizia. Basta la guardia di frontiera. Non c'è bisogno che intervengano la magistratura, gli avvocati, gli interpreti, i cancellieri, ecc. Se lo prendi mentre entra, lo rimandi indietro. Viceversa, se lo trovi già mezz'ora dopo che è entrato, come fai a sapere che è entrato dopo l'entrata in vigore di questa legge, e che quindi ha commesso il reato? Perché naturalmente il reato è nuovo e si applica solo da oggi in poi, non può essere applicato retroattivamente. Lui naturalmente non avendo un bollino di ingresso sulla pelle, per fortuna, potrà raccontare di essere entrato in Italia, un mese fa, 6 mesi fa, 2 anni fa, quando non era ancora reato entrare clandestinamente in Italia. E quindi che cosa succederà? Che non sarà né processato, né arrestato, né condannato. Semplicemente gli verrà detto di andarsene. Lui non se ne andrà perché o il Paese d’origine non lo vuole, visto che non si riesce a dimostrare che lui arrivi proprio da lì, oppure non se ne andrà perché gli dicono di andarsene e lui non ha i mezzi per pagarsi il biglietto aereo per tornarsene al suo Paese, dovrebbe pagarglielo una questura, o una prefettura ma come è noto non hanno i mezzo per finanziare tutti quelli che se ne devono andare. E quindi resterà qua a ingrossare le schiere dei clandestini che molto spesso sono semplici irregolari perché poi lavorano cono l'unica differenza che appunto sono al nero.
Ecco questo è un esempio tipico di come si fa a prendere in giro la gente raccontandole una cosa che non esiste. È l'effetto placebo per i gonzi, per coloro che non leggono le leggi ma ne parlano. E questo riguarda molti politici di destra e di sinistra che hanno esultato o che hanno maledetto questa legge senza mai andare a vedere che cosa succede. Lo hanno fatto l'ex presidente della Corte Costituzionale e il giudice Tinti e ne hanno ricavato l'impressione che non cambierà nulla se non aggravare un po’ la macchina della giustizia che è già al collasso. Berlusconi da questo punto di vista è un maestro. Lui ogni giorno prende un lepre e la lancia essendo sicuro che tutti andranno all’inseguimento della lepre.
È un incantesimo. E intanto lui ci guadagna anche se non risolve nessuno dei problemi. Ma continua a fare spot, continua a fare annunci e la gente, compreso il povero Alberoni, scambia lo spot per la realtà.
Ecco, se molti mi chiedono che cosa dobbiamo fare, che cosa possiamo fare: informarci. Quando uno si informa è molto più difficile prenderlo per il culo."




26 aprile 2008

V-Day2: L'Intervento di Marco Travaglio


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. v-day 2 travaglio grillo 25 aprile

permalink | inviato da Pierpaolo Farina il 26/4/2008 alle 22:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa



4 novembre 2007

Luttazzi torna alla carica: e si scaglia contro Grillo

Ecco la lettera pubblicata su Micromega: 

Su Beppe Grillo ho tutta una serie di riserve che riguardano il cosa e il come. Spunti per una riflessione, niente di più: Grillo è ormai un tesoro nazionale come  ( fatevi da soli il paragone: è la "democrazia dal basso" ) e a caval donato non si guarda in bocca. Certo non mi auguro che finisca come Benigni, a declamare Dante in braccio a Mastella. ( Il Benigni di vent'anni fa si sarebbe fatto prendere in braccio da Mastella solo per pisciargli addosso. E una volta l'ha fatto! Bei tempi. )

AVVERTENZA AI FIGLI DI BUONA DONNA
I figli di buona donna che allignano nei bassifondi della repubblica mediatica saranno tentati di strumentalizzare questo post ( " LUTTAZZI CONTRO GRILLO " ) per dare addosso in modo becero a Beppe, come hanno già fatto inventandosi l'insulto a Marco Biagi durante il V-day. L'alternativa è che me ne stia zitto per evitare l'ennesimo circo: ma dovete ammettere che il tema è troppo interessante, e tacere sarebbe, in fondo, come subire il ricatto dei figli di buona donna. Ho aspettato tre giorni, così almeno ho evitato il rendez-vous immediato. ( L'informazione all'italiana prevede infatti: giorno uno, la notizia; giorno due, la polemica; giorno tre, i commenti sulla polemica; giorno quattro: parlare d'altro. E invece eccomi qua. ) Se questa precauzione non dovesse bastare, vorrà dire che chi ne approfitterà finirà dritto dritto in uno speciale elenco dei bastardi che mi stanno sulle palle. 
( Sul quaderno apposito ho già scritto " volume uno ". )

IL COSA
In soldoni, la proposta di legge per cui Grillo ha raccolto 300mila firme mi sembra che faccia acqua da tutte le parti.

Primo, perchè un parlamentare con più di due legislature è una persona la cui esperienza può fare del bene al Paese. Pensiamo a gente del calibro di Berlinguer o di Pertini ( talenti che non ci sono più, ma questo è un problema che non risolvi con una legge, ci vorrebbe il voodoo ). Grillo li manderebbe a casa dopo due legislature, in automatico. Perchè "i politici sono nostri dipendenti." Le accuse di populismo che gli vengono rivolte sono qui fondatissime, specie quando lui le rigetta usando non argomenti che entrino nel merito, ma lo sfottò, che è sempre reazionario. ( "Gli intellettuali con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra hanno evocato il qualunquismo, il populismo, la demagogia, uno con la barba ha anche citato, lui può farlo, Aristofane, per spiegare il V-day."   Non è "uno con la barba": è il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, filosofo, che ha espresso civilmente il suo parere contrario, argomentando. )

Due, perchè chi è condannato in primo e secondo grado non lo è ancora in modo definitivo. In Italia i gradi di giudizio sono tre. Il problema da risolvere è la lentezza della giustizia. I magistrati devono avere più mezzi, tutto qui. ( "Tutto qui" è ovviamente l'understatement del secolo. )

C, perchè poter esprimere la preferenza per il candidato ha dei pro e dei contro che si bilanciano ( come il modo attuale ). E' un metodo che in passato, ad esempio, non ha impedito ai partiti di far eleggere chi volevano ( collegi preferenziali eccetera ) . Nè ha impedito alla gente di scegliere, col voto di preferenza, degli autentici filibustieri.

L'illusione alimentata da Grillo è che una legge possa risolvere la pochezza umana. Questa è demagogia. 

Ma non è solo il cosa. E' soprattutto IL COME. Un esempio: dato che Di Pietro ha aderito alla sua iniziativa, Grillo ha detto:-Di Pietro è uno per bene.- Brrrr. Quindi chi non la pensa come Grillo non lo è? Populismo.

L'anno scorso, a Padova, gli "amici di Grillo" avevano riempito il palazzetto dove avrei fatto il mio monologo con volantini WANTED che mostravano la foto dei politici condannati. Li ho fatti togliere spiegandone la demagogia: gli amici di Grillo puri e buoni contro i nemici cattivi. Quando arriva Django?

Lenny Bruce sosteneva, a ragione, che chi fa satira non è migliore dei suoi bersagli. Se parli alla pancia, certo che riempi le piazze, ma non è "democrazia dal basso": al massimo è flash-mobbing.

AMBIGUITA'
Grillo si guarda bene dallo sciogliere la sua ambiguità di fondo: che non è quella di fare politica ( satira e teatro sono politici da sempre, anche se oggi c'è bisogno di scomodare Luciano Canfora per ricordarcelo ) ( -Canforaaaaa!- ), ma quella di ergersi a leader di un movimento politico volendo continuare a fare satira. E' un passo che Dario Fo non ha mai fatto. La satira è contro il potere. Contro ogni potere, anche quello della satira. La logica del potere è il numero. Uno smette di fare satira quando si fa forte del numero di chi lo segue. ( La demagogia è naif. Lo sa bene Bossi, che ieri gli ha pure dato dell'esagerato: perchè una cosa sono i fucili, una cosa ben diversa è il vaffanculo. )

Scegli, Beppe! Magari nascesse ufficialmente il tuo partito! I tuoi spettacoli diventerebbero a tutti gli effetti dei comizi politici e nessuno dei tuoi fan dovrebbe più pagare il biglietto d'ingresso. Oooops!

- I partiti sono il cancro della democrazia.- dice Grillo, servendosi di una cavolata demagogica che era già classica all'epoca di Guglielmo Giannini. Come quell'altra, secondo cui " in Italia nulla è cambiato dall'8 settembre del 1943 ". Ma va' là!

Adesso Grillo esalta la democrazia di internet con la stessa foga con cui dieci anni fa sul palco spaccava un computer con una mazza per opporsi alla nuova schiavitù moderna inventata da Gates. La gente applaudiva estasiata allora, così come applaude estasiata ora. Si applaude l'enfasi.

Il marketing di Grillo ha successo perchè individua un bisogno profondo: quello dell'agire collettivo. Senza la dimensione collettiva, negata oggi dallo Stato e dal mercato, l'individuo resta indifeso, perde i suoi diritti, non può più essere rappresentato, viene manipolato. E' questo il grido disperato che nessuno ascolta. La soluzione ai problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva. A quel punto diventerebbe semplice, anche per Grillo, dire:- Non sono il vostro leader. Pensate col vostro cervello. Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo.-


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. luttazzi grillo antipolitica politica

permalink | inviato da LeaderMassimo il 4/11/2007 alle 17:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



26 settembre 2007

Mastella come Craxi? Ma fatemi il piacere...

 

Ieri la puntata di Ballarò è stata monopolizzata da Mastella di Ceppaloni, Ministro di Grazia (non lo sono, ha detto lui) e di Giustizia. L'unico ministro che fa anche il sindaco (di Ceppaloni appunto).
Si è difeso dalle accuse di aver sistemato tutta la sua famiglia dicendo che sua moglie la votano perchè è simpatica ed ha origini americane, i suoi figli, consulenti di due ministeri, sono bravi ed è per questo che vengono presi. I 6 appartamenti per tutta la dinastia Mastella comprati ad un sesto del loro valore di mercato (peccato che gli sconti te li facciano su un appartamento degli enti pubblici, non su sei, caro Mastella).
Ha detto che si parla più del suo volo che di quello di Icaro (peccato che Icaro volesse arrivare sul Sole, lui invece stava andando ad un gran premio).
Ha detto che le accuse verso di lui sono faziose e rispondono ad un progetto politico per cristallizzare il suo partito al 2%, per banalizzare la sua grande opera di costruire il Grande Centro.
Ma la cosa più comica è stata l'apologia tutta incentrata su Grillo: senza che gli venisse chiesto nulla al riguardo, ha definito Grillo "un criminale" perchè lo odia.
Mastella, meglio un criminale come Grillo, che un democristiano avariato che prende la pensione di giornalista avendo lavorato solo 381 giorni!
Sei riuscito a prendere la pensione lavorando meno di un parlamentare, sei proprio nei guiness dei primati!

Ma vogliamo poi parlare dell'ignobile gesto di trasferire De Magistris perchè sta indagando sulla malapolitica in Puglia? L'inchiesta, Toghe Lucane, oltre a riguardare Prodi (che non ha ricevuto l'avviso di garanzia come Berlusconi nel 1994, al quale telefonarono i carabinieri, visto che era a Napoli e loro a Roma, e ciononostante nessuno si è scandalizzato), sembra che troverebbe indagato anche il Ministro della Giustizia stesso.
E lui dice: "Io non ci sto a fare come Craxi che è stato esiliato..."
A parte che Craxi non è stato esiliato dallo Stato, perchè altrimenti lo Stato avrebbe scelto un carcere, non la sua villa privata di Hammamet (anche se in fondo è stata costruita con i soldi dello Stato stesso), ma SCELSE di andare in esilio per evitare la galera.
Ma per quanto pensi che Craxi sia l'incarnazione stessa della corruzione e della malapolitica, il concentrato di falsità e ipocrisia per eccellenza, l'ossessione per il potere puro e la rinnegazione di se stesso, non posso paragonare Craxi a Mastella.
Anche perchè tu, caro Clemente, non sei altro che un povero fanfarone impotente con manie di persecuzione e persecuzioniste, che ti inducono a creare un tuo blog nel quale cancelli i commenti negativi, e ti mettono sullo stesso piano di un comico: Craxi fece cacciare Beppe Grillo dalla RAI, tu più di vederti spiattellate tutte le tue riprovevoli azioni da democristiano e cercare di trovare scuse al limite del banale non sai fare.
Craxi era il peggio del peggio, ma tu nemmeno puoi aspirare alla perfezione del male, perchè sei un omino che ricatta le maggioranze in cui si trova solo ed esclusivamente per battere cassa: ti sei opposto al referendum e hai minacciato la crisi perchè "devo salvare me e i miei amici".
Tu sei l'esempio di quella parte dei politici che non solo succhia dalle casse dello Stato come le sanguisughe, ma nemmeno fa finta di non succhiare: su aspiri come un aspirapolvere tutto ciò che c'è da aspirare e nemmeno ti vergogni!
Vergognati!
E impara a fare il politico (visto che come giornalista sei stato un fallimento e come raccomandato vali ancora meno).

W Beppe Grillo!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. mastella grillo ceppaloni antipolitica

permalink | inviato da LeaderMassimo il 26/9/2007 alle 19:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



24 settembre 2007

Questo Partito Democratico nasce malato di Autoritarismo e di Gerontocrazia

Ci speravamo che dopo la trasformazione da PCI a PDS e la successiva da PDS ai DS, arrivasse finalmente un partito serio, almeno animato dai sani valori di democrazia, uguaglianza, libertà e giustizia sociale. Ci speravamo, ma sempre più mi rendo conto che le tante voci sul Partito Democratico, che in tanti bollano come demagogiche, siano solamente vere.

E lo dice uno che è iscritto ai Democratici di Sinistra da un anno, che ha creduto fermamente nel progetto del Partito Democratico e non si vuole rassegnare al fatto che quello che vede sia vero. Non vuole credere che la politica sia veramente quel mostro dipinto sui libri di storia e sui giornali, eppure mi sono bastati un anno e tre mesi per capire quanto sia profonda e radicata l’ipocrisia dei partiti, una volta che questi hanno affondato le proprie radici nel potere del palazzo.

Questo doveva essere il Partito dei Giovani, ma di giovani ce ne sono pochi e quei pochi sono viziati da ideologie scaturite dalla mente contorta dei vari leader di corrente; doveva essere il partito aperto a tutti con le primarie, il partito dove per candidarsi all’assemblea costituente bastava una lista regionale, un nome e 100 firme, e invece si è trasformato in un partito dove la maggioranza dei candidati sono politici di professione che occupano scranni del parlamento, delle giunte comunali, dei consigli di zona, oppure che siedono nelle segreterie provinciali, regionali dei partiti. Tutte persone con il pallino dell’apparire, del sentirsi socialmente impegnati, persone che non possono comprendere i problemi dei poveri perché loro non hanno mai vissuto in condizioni di povertà, né tantomeno sanno cosa sia il lavoro duro e puro, quel lavoro che costringe milioni di italiani ogni giorno ad alzarsi alle sei e mezza per guadagnarsi una miseria di stipendio e cercare di tirare avanti tra mille proibizioni e difficoltà.

Sono rimasto allibito e scandalizzato a vedere come quelle persone che dovrebbero essere la base del partito si affannassero ad entrare nelle due liste di sostegno a Veltroni, insultandosi e litigando sulla superiorità e il prestigio della propria lista. Questa non è fantapolitica, questa è politica vera: giovedì 13 settembre ho assistito ad uno spettacolo vergognoso, durante il quale si accettavano le candidature, o sarebbe meglio dire, si contrattualizzavano le candidature, e persone che si erano sempre stimate fino al giorno prima si tiravano per i capelli e si insultavano per cercare di guadagnarsi il favore di quello o quell’altro cittadino incuriosito dalla riunione.

Il semplice fatto che esistano due liste a sostegno di Veltroni rende esplicito che non si è lì a fare la costituente del partito, ma si è lì per preservare la vecchia identità del partito da cui si proviene: dopo aver obbligato Bersani a ritirarsi, la classe dirigente del mio partito si è accorta che rischiava di non avere abbastanza posti nell’assemblea costitutente e di rimaner ostaggio delle posizioni molto cattoliche e poco laiche dei candidati della Bindi e di Letta: così ha cercato in qualche modo di riparare il danno, ma la frittata era già fatta.

Ma tanto gli insulti al gazebo per promuovere le primarie non le prende Veltroni o Fassino, ma le prendo io: come faccio a spiegare il perché di due liste a sostegno di Veltroni senza risultare ipocrita, demagogico e falso? Come posso io, che faccio dell’onestà e della trasparenza i valori fondanti dell’attività politica, ingannare questo e quest’altro potenziale elettore?

Se devo offrirti una minestra o un risotto, so dirti qual è la differenza: ma se sono entrambe minestre, con gli stessi ingredienti, ma magari in una c’è più pomodoro e nell’altra più formaggio, alla fine sempre minestra è e il mio tentativo di convincerti della superiorità della prima o della seconda è una truffa.

Ma soprattutto è una truffa il fatto di voler tradire il codice genetico stesso della parola democrazia, cercando alleanze con il partito che è l’apoteosi dell’autoritarismo e dell’anti-democrazia: Forza Italia. Il Partito Democratico deve soltanto essere di sinistra e deve caratterizzarsi come tale, altrimenti perde credibilità: e se la questione morale deve andare in secondo piano per perseguire obiettivi politici di breve periodo, ebbene ti dico una cosa, caro Walter: il tuo futuro Partito Democratico fa schifo, nasce già vecchio e malato di autoritarismo e gerontocrazia.

E sul fatto dell’autoritarismo, ne abbiamo un esempio recente: Giacchetti, il rutelliano di ferro che a sue spese andò in giro con il suo pulmino a propagandare per il Partito Democratico, aveva rinunciato al suo posto nella lista 2 di Veltroni in favore di un giovane, David, di 27 anni: tutto sembrava già pronto, peccato che poco prima dello scadere della consegna delle firme, la cara veltroniana Giovanna Melandri ha chiamato Giacchetti per dirgli che la candidatura di quel giovane “non reggeva”. Ma non era il Partito dei giovani? Una democratica impedisce, come dovrebbe essere secondo regolamento, la candidatura di un giovane alle primarie del partito nuovo perché a suo giudizio non è idoneo.

MA FANNO BENE LE PERSONE A NON ANDARE A VOTARE IL 14 OTTOBRE, SE NE DEVONO STARE A CASA A GUARDARE BUONA DOMENICA, ALTRO CHE VENIRE A VOTARE PER DELLE LISTE TRUCCATE, DOVE NON SI PUÒ VOTARE IL CANDIDATO, MA SOLO LA LISTA (meno male che sono per l’abolizione del porcellum Calderoli), DOVE SI LITIGA SU TUTTO E NON SI CONCLUDE NULLA!

Walter Veltroni, Piero Fassino, Francesco Rutelli e Company: pensavo che questo Partito sarebbe diventato diverso, eppure anche nel mio piccolo appena accenno ai miei futuri compagni di partito “la questione morale di Berlinguer”, gli si rizzano i capelli in testa e dicono che sono “demagogico”. Per loro essere onesti e trasparenti significa essere demagogici. E alcuni di quei sessantenni tanto giovani che andranno a comporre la classe dirigente qui a Milano non mi saluta nemmeno più, perché ho avanzato perplessità sulle modalità di scelta dei candidati (per intenderci, tutta gente che non ha mai presenziato un gazebo, che non si è mai fatta il mazzo ad andare in giro per le strade a fare propaganda, tutti editori, avvocati, giornalisti, sindacalisti).

Questo Partito farà schifo, soprattutto se al Nord deciderà di allearsi con la destra solamente per raggiungere il potere: il fine della politica non è il potere, perché, come diceva Berlinguer, il potere è insufficiente. Per cambiare le cose, bisogna volerlo: qui non vedo né la volontà di cambiamento nei mezzi né la volontà di rinnovamento nei metodi.

Ha ragione Grillo: non conviene di questi tempi avvicinarsi alla politica. Io l’ho fatto e ne sono rimasto disgustato, e l’unico motivo per cui rimango è perché ho già dato i miei 20 euro per rinnovare la tessera DS a Maggio. Scaduto l’anno, non mi iscriverò più, a meno che i terribili presagi non si tramutino in realtà e questo partito offra veramente un’alternativa valida.

Il problema della corruzione che ha intaccato anche gli eredi del PCI non è tanto l’avidità del singolo, bensì la smania di potere collettiva: il Partito Comunista Italiano non è mai stato al governo, non aveva mai occupato, almeno finchè c’era Berlinguer, alcun posto nei punti nevralgici della società italiana, era sempre rimasto ai margini della società e per questo raccoglieva più del 33% dei consensi. Non era un partito di governo e quindi era credibile quando parlava di Alternativa Democratica, sebbene alcuni contenuti andassero rivisti nella loro totalità.

Oggi gli eredi del PCI non sono credibili perché sono e sono stati al governo provocando più danni in alcuni casi (come nella giustizia) dei partiti responsabili del dissesto e del disastro dello Stato Italiano. Ora anche gli eredi del PCI sono al governo e, come ogni partito di governo, si è adeguato al sistema, arraffando quanto più è possibile, cestinando la questione morale e bollando come demagogia, alla stregua delle destre, tutto ciò che cerca di rompere quel sistema di corruzione e potere che affligge la società italiana.

Mi dimetto fino a nuovo ordine da giovane diciottenne democratico. E il nuovo ordine deve essere un cambiamento della rotta in favore della questione morale. Fino a quel momento, continuerò solamente ad esprimere il mio dissenso (visto che politica non me la lasciano più fare).



sfoglia     gennaio        maggio
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

"Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata."
(Enrico Berlinguer)

"Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà."
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anzichè chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti."
(Enzo Biagi)

"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni."
(Indro Montanelli, 2001)


"Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti ed ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni."
(Vittorio Foa, 2006)

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perchè lì è nata la nostra Costituzione."
(Piero Calamandrei)

"Quali garanzie offre questo Stato [...] per quanto attiene all'applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro [...] l'abuso di potere, l'ingiustizia? Nessuna. L'impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent'anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito [...] in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi [...] perchè quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino."
(Leonardo Sciascia, 1979, intervista a Marcelle Padovani)

"Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza"
O illusi, credete proprio che la fine del comunismo storico abbia posto fine al bisogno e alla sete di giustizia?
(Norberto Bobbio)

"Chi non conosce la verità è uno sciocco. Ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente"
(Bertold Brecht)


"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola"
(Giovanni Falcone)
"Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe"
(Paolo Borsellino)

"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'omicidio, ordinino un pubblico assassinio"
(Cesare Beccaria)