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Non scrivo praticamente più su questo blog. Mi sono dedicato completamente a www.enricoberlinguer.it e curo la rubrica "Il Rompiballe" su Qualcosa di Sinistra. Questo è il mio blog personale, che ho fondato quando avevo 18 anni e ci sono affezionato. Riflette le mie speranze di allora, su una nuova Sinistra, che recuperasse la lezione di Enrico Berlinguer sulla Questione Morale e sull'austerità e la saldasse con la questione della democrazia incompiuta del nostro Paese. 

Rileggendomi, a distanza di anni, sorrido della mia ingenuità di allora. Per fare buona politica, diceva Piero Calamandrei, c'è bisogno di persone oneste che facciano modestamente il proprio mestiere con passione, rigore e impegno morale. Perché sincerità e coerenza, che possono sembrare ingenuità, alla lunga sono l'unico buon affare.

Se mi seguivate allora e volete leggermi "quotidianamente", mi trovate su facebook o su twitter.

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"Change will not come if we wait for some other person or some other time. We are the ones we've been waiting for. We are the change that we seek."
(Il Cambiamento non arriverà se aspettiamo qualcun'altro o qualche altro momento. Noi siamo quelli che stavamo spettando. Siamo il Cambiamento che cerchiamo.)

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21 febbraio 2011

Ma io Pisapia lo difendo

 Dell’uomo non ho mai avuto tanta simpatia. E dire che ero partito con le migliori intenzioni, a settembre dello scorso anno: stavolta scelgo un candidato e lo sostengo fino in fondo, mi ero detto.

 

Entra sempre in gioco l’eterogenesi di fini di hegeliana memoria, quindi sarà che nei suoi comitati circolava il peggio dei due partiti che oggi giocano a cannibalizzarsi l’un l’altro (PD e SEL), sarà anche che poi ho scoperto certe sue posizioni sulla giustizia più alla D’Alema che al buon senso, mettici pure che non abbia proprio questo carismatic appeal, ma alla fine tutto il mio entusiasmo iniziale si è ridotto ad un piccolo lumicino. Nonostante tutto, però, Pisapia alle primarie l’ho votato.

 

Il lumicino poi si è spento definitivamente quando il 14 dicembre ha cominciato a raccontare frottole sulla partecipazione alle primarie (che ha segnato un meno 15.000 partecipanti rispetto a 5 anni prima, mentre lui affermava esserci stato un più 3%). Contestato (e ho anche il video), ha reagito in maniera scomposta e feroce, dicendomi di tornare a studiare. A me, che ho la media del 30elode all’università. E lì mi ero ripromesso di non votarlo nemmeno sotto tortura.

 

Gli scimmiottamenti di Vendola al Palasharp e la pallida imitazione di Mitterrand, con quella foto orripilante apparsa sui maxi-manifesti sparsi per la città, mi avevano definitivamente convinto a votare per il mio compagno di università candidato alla Lista civica di Grillo. Anche perché, alla mia famosa lettera aperta che gli ho inviato e ho pubblicato (condivisa da più di 2000 persone su facebook), non ha mai risposto, ma ha fatto rispondere alcuni suoi galoppini con problemi di prostata che tra un “Basta giovani” e “lavori per la Moratti” si sono beccati un bel trattamento in dolce stil novo dal sottoscritto (sono sempre molto fine e irritante nel mandare a quel paese la gente, me ne do atto).

 

Ciononostante, nella vicenda di Affittopoli lo difendo. E non per spirito di coalizione (avevo già intenzione di votare un altro), quanto perché non si può mettere sullo stesso piano un contratto di affitto stipulato nel 1989 dalla sua compagna con i contratti di affitto a prezzi stracciati degli uomini organici alla Destra.

 

E per un semplice motivo: Milano è governata da 20 anni dal centrodestra. E si vede, aggiungo io. Quindi non regge l’accusa che Cinzia Sasso, la compagna di Pisapia, abbia avuto la casa in affitto perché godeva dell’appoggio del candidato sindaco. Anche perchè il contratto di affitto era scaduto nel 2008, Pisapia vive in un’altra casa e la Sasso doveva trasferirsi a novembre nella nuova casa (se non fosse che l’edilizia in Italia ha i tempi biblici che sappiamo), dove sarebbe andato a vivere anche Pisapia.

 

Dunque, qual è lo scandalo? Che milionari, star e assessori e consiglieri di centrodestra abbiano avuto case con affitti risibili proprio in virtù della loro appartenenza ai partiti della maggioranza che guida il comune da 20 anni oppure che la compagna di Pisapia, nel 1988, abbia avuto in affitto la casa dal Pio Albergo Trivulzio, quando Milano era ancora governata dal cognato di Craxi, Pillitteri (passato al centrodestra, il cui figlio è per altro in affitto anche lui in una casa del Pat)?

 

Pisapia lo si può attaccare su molti fronti, ma questo no. L’unica cosa che posso dire è che mai ho visto in vita mia una difesa così goffa e intempestiva da parte di un avvocato, che di certo ha una gran carriera anche da politico alle spalle. Ingenuità? Forse, ma se prima il centrosinistra era nella prima volta avanti nei sondaggi a Milano, ora dubito che lo sarà ancora.

 

A meno che, per la gioia del Pd, Pisapia non faccia un passo indietro. Ma questo sarebbe l’ennesimo colpo mortale all’immagine del centrosinistra milanese ed equivarrebbe a sconfitta certa.

E in un periodo come questo, non possiamo permettercelo. Quindi l’unica cosa che rimane da fare al candidato sindaco, se non vuole affogare nella palude in cui la sua goffa difesa lo ha infilato, deve abbandonare per strada un po’ di venefici compagni di viaggio. Deleteri per lui e, qualora vincesse, deleteri per Milano. I nomi si sanno già, inutile farli anche qui.

 

Speriamo solo che ora Pisapia si dia una mossa. Perché prediche moraliste da parte della Lega e del PDL (che sugli affari immobiliari hanno ben altri e ben più gravi scandali da fronteggiare) è veramente una vergogna.




19 dicembre 2010

Vecchi Trinariciuti e Giovani Vecchi

E chi mai lo avrebbe detto? Tutto mi sarei aspettato, tranne che la mia lettera aperta a Pisapia, che contestava un suo certo modo di fare, nonché un atteggiamento persino ripreso in video (e quindi non negabile da parte del diretto interessato, che tutt'ora tace, seppur si dica sfiduciato per il suo ultimo incontro con i militanti del PD, che a quanto pare si sono spinti ben oltre il mio "non è vero che la partecipazione è salita") avrebbe avuto una diffusione così ampia, su facebook, così come in termini di visitatori unici su Qualcosa Di Sinistra (http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra).

Potere del web e di quel network tanto deriso che abbiamo messo insieme attorno a EB.IT e la fanpage di Berlinguer su facebook.

Gli unici commenti pubblici (quelli privati li lasciamo al cattivo gusto di chi li ha scritti, visto che sono solo pieni di insulti) sono di alcuni irriducibili pisapiani che, a parte prodursi in banali delegittimazioni come dei Gasparri qualunque che non contestano un bel nulla, non hanno dato una bella immagine di quella simpatica "macchina da guerra" che avrebbe portato Pisapia alla vittoria il 14 novembre.

I dati oggettivi sono due: vi è stato un calo della partecipazione del 18,26% e i giovani sotto i 25 anni al voto erano meno del 2,56% degli aventi diritto (2000 su 78000). Dati che Pisapia nega. Gli ho chiesto pubblicamente il perché, si rifiuta di rispondere.

Stabilendo però che la colpa è dello specchio e non di chi ci sta davanti (come dei Ghedini qualsiasi), costoro dicono che per non far vincere la Moratti non bisognerebbe farsi queste "pippe". Che strano: e io che pensavo si dovesse recuperare il voto degli astenuti, soprattutto di quei 15000 cittadini che alle primarie non sono andati a votare.

Addirittura mi invitano, data la mia verbosità, di fare come alcuni miei coetanei (il che probabilmente significa che dovrei pippare coca in disco oppure fare lo yes-man in qualche partito al soldo di un satrapo garofanato), altrimenti corro il rischio di diventare un "giovane vecchio".

Se essere "giovane vecchio" significa avere un cervello e farlo funzionare, soprattutto battendosi per alcuni ideali, allora sì, lo ammetto: sono un giovane vecchio. Che è pur sempre meglio di essere un vecchio trinariciuto alla Guareschi che, come un morto vivente, pretendono di avere ragione in base alle primavere che hanno alle spalle, e non in base ai fatti e i dati (che non smentiscono).

Che amarezza. Soprattutto quando mi si risponde con "BASTA GIOVANI" alle mie critiche. Perché, ci sono mai stati? Quando andavo a vedere Pisapia, l'età media era 55 anni. E io ero l'unico ventenne, a parte i "giovani giovani" (come li chiamerebbero loro) dello Staff di Pisapia. E infatti, il trend alle primarie era quello: oltre i 45 anni, il 71% dei partecipanti (27% gli over 65).

Basta Giovani? Come si quantifica il basta di niente? Chissà. Nel frattempo, sapete cosa vi dico? Che non è colpa di Giuliano: è colpa di chi gli sta intorno. Troppi Vermilinguo di tolkeniana memoria.

Comunque, caro Giuliano, se ti facciamo così tanto schifo, basta dirlo: ci sono tante belle cose da fare nei week end elettorali. Magari, come consiglia qualche tuo simpatico trinariciuto, che nasconde la terza narice sotto i baffi, "fare un po' di chilometri". O come disse il (da voi) compianto Craxi: "andare al mare".

Che è pur sempre meglio che farsi insultare da terzi, senza ottenere alcuna risposta degna di questo nome.




20 ottobre 2010

In memoria di Lea Garofalo

Milano, martedì 19/10/2010.

Autobus, ore otto del mattino: cronaca delle comari sul caso Sara Scazzi.

Autobus, mezzogiorno e qualcosa: cronaca delle comari sul caso Sara Scazzi.

Autobus, pomeriggio tardi: cronaca delle comari sul caso Sara Scazzi.

In quest'ultimo caso, erano talmente impegnate a parlare degli sviluppi del nuovo caso che appassionerà gli ospiti di Porta a Porta per intere stagioni tv, da non vedere un signore non vedente che, compostamente e senza chiedere aiuto a nessuno, se non al suo bastone e ad un apparecchio elettronico che, penso, gli serviva per percepire distintamente con l'udito persone e ostacoli, stava cercando posto. Ovviamente le comari erano sedute una di fronte all'altra nei posti riservati ai disabili/persone anziane, così mi viene spontaneo chiedergli: "E di Lea Garofalo cosa ne pensate? Sapete chi è?"

Sguardo indispettito dalla domanda, poi una delle due comari risponde: "Ah, sì, forse è una nuova del Grande Fratello...", fa all'amica. E continuano a fare la cronaca del caso Sara Scazzi.

Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia, è stata torturata e sciolta nell'acido un anno fa dalle parti di San Fruttuoso, in quel di Monza. La 'ndrangheta è viva e lotta assieme a noi, qui a Milano.

Chissà se Vespa farà il grafico del luogo del delitto: no, lui è troppo impegnato a fare processi tv contro Santoro o a fare plastici di cronaca nera. La Mafia a Milano, del resto, NON FA NOTIZIA.




1 luglio 2010

La Mafia a Milano

Che la mafia fosse un fenomeno territorialmente limitato alle regionimeridionali, forse lo credono oramai solamente i bambini, ma nemmeno più loroforse. Si è sempre saputo che se gli uomini d'onore hanno residenza al Sud, iloro capitali sono ampiamente reinvestiti al Nord. Ora ne abbiamo larigorosa dimostrazione dagli arresti, dai sequestri e dalle indagini sempre piùfrequenti che vengono portati a termine dalle forze dell’ordine.

In particolare, da quando Milano, la mia città, èdiventata la città dell’Expo2015, la Piovra ha allungato i suoi tentacoli sull’affare,per riversare una colata di cemento sugli ultimi spazi verdi rimasti, uccidendocosì definitivamente la città.

Sebbene il nostro attuale sindaco (si spera solo finoal 2011), Letizia Moratti, si sbracci per affermare che mafioso è solo quellacon la coppola e il fucile a canne mozze, con accento siciliano e un repertoriolessicale da Padrino, la cronaca degli ultimi giorni ci descrive una realtà bendiversa, fatta di conflitti di interessi e di illegalità diffuse che rischianodi trasformare a 20 anni di distanza, per la seconda volta, Milano capitalemorale del Paese (con relativo crollo della Prima Repubblica).

Se guardo alla storia di questi ultimi 20 anni, miviene in mente una sola metafora: il criceto che corre sulla ruota. Fachilometri, invecchia, muore, ma non esce mai dalla gabbia. Tutto è cambiato,ma non per restare così com’era, bensì per peggiorare progressivamente.

Che la ‘ndrangheta a Milano si sia infiltrata anchenell’Expo loraccontano le quasi 400 di pagine di ordinanza che oggi hanno portato incarcere 15 persone legate alla cosca Valle, federata con il potente clan DeStefano di Reggio Calabria. (qui l’articolo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/01/expo-politica-e-ndrangheta-un-progetto-svelato-intercettazione-dopo-intercettazione/35103/)

Forse sarebbe il caso che l’opposizione, non solo aMilano, ma in generale, andasse in televisione a denunciare tutto questo, checi facesse una campagna sopra: stanno svendendo la nostra città per profitto dibreve periodo. Nella città in cui ogni giorno 77 persone vengono ricoverate inospedale per problemi respiratori legati all’inquinamento, di problemi su cuicostruire una campagna elettorale ce ne sono a bizzeffe. Basta cavalcarli,lasciando una volta per tutte da parte il politically correct che i nostriavversari tanto non si sprecano nemmeno a capire cosa sia, e valorizzare nontanto l’essere contro questo sistema schifoso e marcio, bensì l’esserediversamente da esso.

Ma non bisogna aspettare la campagna elettorale peraffiggere manifesti: la cittadinanza va sensibilizzata subito a questiproblemi. Soprattutto, è ora di fare le primarie per il candidato, subito, asettembre. Non abbiamo più tempo. E se nel 2011 rinvince la Destra, Milanofinirà di morire.




7 febbraio 2010

EXPO: il fallimento della Destra di Governo

Che l'Expo2015 fosse per Milano più una iattura che una conquista, era facile presagirlo. Infatti, nemmeno cinque minuti dopo la vittoria (merito del lavoro bipartisan Moratti-D'Alema-Prodi), c'era già chi cercava di mettere le mani sulla valanga di miliardi che sarebbero arrivati a Milano. Primi fra tutti camorristi e mafiosi, poi a ruota i 16 "salvatori" dell'Alitalia, infine Comunione&Liberazione con Formigoni e la Lega.

Notizia dell'ultima ora è che l'Expo è senza fondi, nonostante il preventivo per lo Stato sia calato da 3,2 a 2 miliardi di euro. Il vero problema è che dopo due anni passati a litigare su chi dovesse gestire i soldi, alla fine non si sa ancora nulla quanto ci dovranno mettere di loro i privati e gli enti locali. Che ovviamente pretendono la botte piena (i soldi) e la moglie ubriaca (nemmeno un costo aggiuntivo).

La situazione è talmente grave che Berlusconi, che rischia di rimetterci veramente la faccia, ha affidato a Bruno Ermolli il compito di salvare in extremis l'Expo e, in caso di insuccesso, firmarne il certificato di morte prematura. L'Esposizione Universale non sarà registrata infatti fino al 30 aprile al Bie di Parigi, il Bureau internazionale che assegna ogni cinque anni le fiere mondiali, quindi Tremonti e Berlusconi hanno poco più di un paio di mesi per salvare l'Expo o rinunciarvi, con relativa perdita di prestigio internazionale.

In Parlamento sono stati infatti bloccati gli emendamenti inseriti nel Milleproroghe per anticipare qualche soluzione ai guai della società Expo gestita dal parlamentare Lucio Stanca (fiero del doppio incarico che gli frutta un bel doppio stipendio, alla faccia della crisi che avanza). La società ha infatti chiuso il 2009 con un rosso di 8,5 milioni e per il 2010 si stima un disavanzo di 15 milioni. Lucio Stanca ripete che «è chiaro che questa società avrà un disavanzo fino al 2014 e solo allora potrà avere dei ricavi». Verissimo. Il problema è che i creditori non possono aspettare se i soci non ci mettono capitali. A questo punto ci vorrà un decreto del governo: si vedrà se e quando arriverà.

Nel frattempo la presidenza del consiglio non ha fatto altro che condere al sindaco Moratti poteri speciali per velocizzare i cantieri in città, in modo da dribblare la burocrazia. Spunta però l'ipotesi del super-commissario che possa fare e disfare senza rendere conto a nessuno (se non al grande capo) e voci di corridoio dicono che sarà proprio Guido Bertolaso (una garanzia di insuccesso).

La candidata ideale sarebbe Letizia Moratti. Ma il doppio ruolo, sindaco e supercommissario, le consentirebbe di giocare la partita per il secondo mandato a Palazzo Marino? E poi ci sono le incognite Lega e Formigoni, che non staranno con le mani in mano, soprattutto se le Regionali dovessero riservar loro piacevoli sorprese.

Vedremo se l'opposizione che vuole costruire l'alternativa riuscirà a sfruttare questo ennesimo parziale fallimento a suo favore o, troppo intenta a dialogare sulle riforme, si farà scappare anche questo treno. Che a ben vedere potrebbe essere l'ultimo per la democrazia in Italia.




7 gennaio 2009

Lei ha finito il sale… noi milanesi abbiamo perso la pazienza

 Sono 48 ore che a Milano nevica, adesso piove, ma è probabile che stanotte geli visto che siamo sotto zero. La più grande nevicata degli ultimi anni era stata prevista da Natale, ma quando è arrivata non c’era nessuno a gestire l’emergenza.

Spazzaneve assenti, spargisale manco a parlarne e direttive dall’amministrazione comunale inesistenti: è così che oggi Milano è rimasta completamente paralizzata, sebbene il sindaco ieri avesse detto che la situazione non era poi così grave e le scuole dovevano rimanere aperte.

Per lei 40 centimetri di neve e le strade bloccate non erano poi qualcosa di molto grave: evidentemente lei si muove in elicottero per andare a lavoro.

Nell’hinterland milanese le scuole sono rimaste chiuse, a Milano no, noi milanesi siamo rock, andiamo a scuola anche con gli sci, così ci prepariamo per la settimana bianca.

La Provincia a inviato una circolare, invitando i dirigenti scolastici a tenere chiusi gli edifici, anche per valutare i danni, ma poi spetta ai sindaci decidere il da farsi: mentre a Monza le scuole resteranno chiuse, a Milano, dove non vanno nemmeno i mezzi pubblici, bloccati dalla neve, invece rimarranno aperte: fa nulla se la presenza nelle scuole di ogni grado e indirizzo sia stata inferiore al 50% e pure su facebook sia nato un gruppo che fa il verso alla Moratti e alla sua insensata decisione di tenere le scuole aperte.

La signora Moratti, di ritorno dalle vacanze, ha detto che i disagi non sono dovuti all’incapacità dell’amministrazione, ma a casualità: le feste, la mancanza di personale, ma soprattutto le scorte di sale finite.

“Abbiamo finito il sale, anche perché ne abbiamo regalato un po’ a Torino”, è stata la frase clou del sindaco, che ha fatto perdere le staffe ai milanesi inferociti.

Ieri pomeriggio in Duomo alcuni operatori dell’AMSA hanno cominciato a pulire le strade solo verso le sei e oggi pomeriggio dei 160 camion di sale promessi, non ne è arrivato manco uno, proprio per le strade bloccate.

Letizia, hai finito il sale? Vai a fare la spesa, che è meglio!


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permalink | inviato da Pierpaolo Farina il 7/1/2009 alle 20:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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"Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata."
(Enrico Berlinguer)

"Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà."
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anzichè chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti."
(Enzo Biagi)

"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni."
(Indro Montanelli, 2001)


"Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti ed ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni."
(Vittorio Foa, 2006)

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perchè lì è nata la nostra Costituzione."
(Piero Calamandrei)

"Quali garanzie offre questo Stato [...] per quanto attiene all'applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro [...] l'abuso di potere, l'ingiustizia? Nessuna. L'impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent'anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito [...] in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi [...] perchè quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino."
(Leonardo Sciascia, 1979, intervista a Marcelle Padovani)

"Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza"
O illusi, credete proprio che la fine del comunismo storico abbia posto fine al bisogno e alla sete di giustizia?
(Norberto Bobbio)

"Chi non conosce la verità è uno sciocco. Ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente"
(Bertold Brecht)


"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola"
(Giovanni Falcone)
"Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe"
(Paolo Borsellino)

"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'omicidio, ordinino un pubblico assassinio"
(Cesare Beccaria)