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Non scrivo praticamente più su questo blog. Mi sono dedicato completamente a www.enricoberlinguer.it e curo la rubrica "Il Rompiballe" su Qualcosa di Sinistra. Questo è il mio blog personale, che ho fondato quando avevo 18 anni e ci sono affezionato. Riflette le mie speranze di allora, su una nuova Sinistra, che recuperasse la lezione di Enrico Berlinguer sulla Questione Morale e sull'austerità e la saldasse con la questione della democrazia incompiuta del nostro Paese. 

Rileggendomi, a distanza di anni, sorrido della mia ingenuità di allora. Per fare buona politica, diceva Piero Calamandrei, c'è bisogno di persone oneste che facciano modestamente il proprio mestiere con passione, rigore e impegno morale. Perché sincerità e coerenza, che possono sembrare ingenuità, alla lunga sono l'unico buon affare.

Se mi seguivate allora e volete leggermi "quotidianamente", mi trovate su facebook o su twitter.

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(Il Cambiamento non arriverà se aspettiamo qualcun'altro o qualche altro momento. Noi siamo quelli che stavamo spettando. Siamo il Cambiamento che cerchiamo.)

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29 settembre 2010

Caro Pellegrino, per il bene dell’Italia tolga il disturbo

Gentile Giuseppe Pellegrino,

 lei nei giorni scorsi ha affermato (e successivamente confermato): “Basta disabili a scuola. Non imparano e disturbano. Meglio per tutti una comunità, dove mandarli seguiti da personale specializzato.

 

Un’opinione come un’altra, se non fosse che lei ricopre un incarico pubblico, pagato anche con le tasse dei genitori di quei disabili che lei vorrebbe ghettizzare in “comunità” specializzate (li chiami pure lager, se vuole)

 

Un’opinione che trasuda di antichi e indecenti proclami nazional-socialisti e fascisti, che affermavano la superiorità di chi cammina con le proprie gambe e magari è anche biondo e senza barba.

 

Ebbene, posto che lo Stato non ha i soldi per pagare gli insegnanti di sostegno ai bambini disabili, figuriamoci se troverà mai i soldi per aprire strutture specializzate per evitare che i disabili disturbino l’apprendimento dei suoi figli o nipoti “abili”: significherebbe accollare altre spese alle famiglie, oltrechè violare il costituzionale diritto di pari accesso all’istruzione.

 

Ma si sa, voi del PDL sulla Costituzione ci giurate, salvo poi pulirvici le terga nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore non l’avete nemmeno letta.

 

Ora voglio raccontarle una storia, che mi riguarda in prima persona, ma che può illuminare la sua mente, evidentemente ottenebrata da luoghi comuni e facili semplificazioni che non fanno onore non tanto a lei (che a quanto pare l’onore non sa nemmeno cosa sia), quanto alla carica che lei ricopre (purtroppo per i suoi concittadini.

 

Io ho una sorella di sei anni più grande che è sulla sedia a rotelle: questo perché quando aveva sei mesi un macellaio con la laurea da chirurgo, in quell’occasione anche primario del Besta (nominato dalla politica), l’ha inchiodata su una sedia a rotelle, perché per toglierle un neo sulla schiena, le ha anche reciso le terminazioni nervose che dal cervello arrivavano alle gambe.

 

Ebbene, mia sorella ha fatto le elementari, le medie e il liceo, nonché l’università, senza problema alcuno, se non quello della mobilità: voti sempre molto alti, espansiva e generosa con gli altri, fin troppo estroversa, molto intraprendente e a ambiziosa. Una ragazza fin troppo normale, se non fosse che a 6 mesi dalla nascita l’hanno condannata a vivere su una sedia a rotelle.

 

Si è laureata (3+2) a 23 anni in Biotecnologie Mediche con 110 e lode e, si figuri, le avevano anche offerto un posto da ricercatrice super-pagata a Boston, ma vi ha dovuto rinunciare proprio a causa del suo problema, e ora lavora in un centro di ricerca all’Università Bicocca. Studia il cancro, le cellule staminali, ma è frustrata perché non può lavorare, perché il governo della sua maggioranza ha tagliato i fondi per la ricerca.

 

Ha preso la patente, ha la sua macchina, che guida incompleta autonomia, senza dare fastidio a nessuno: pur vivendo in una città come Milano, i problemi ci sono, perché l’inciviltà della gente e l’incuria dell’amministrazione creano ostacoli quotidiani ai disabili come lei.

 

Ebbene, signor Pellegrino, lei, con le sue parole, non ha tanto offeso mia sorella e tutti quelli come lei, ma ha offeso il genere umano, di cui ha dimostrato di non esserne un degno esponente.

 

Lei e tutti quelli come lei sono la spazzatura che andrebbe smaltita al più presto in questo Paese: per il bene dell’Italia, caro Pellegrino, tolga il disturbo. Prima che la Provvidenza Divina la metta tra quelli che disturbano in classe.

 

Del resto, lei, a scuola, ha dimostrato di non aver imparato nulla, sebbene si muovesse con le sue gambe. Chissà che, il giorno che non potrà farlo più, riuscirà ad imparare qualcosa. Ne dubito.


 

Distinti saluti,

Pierpaolo Farina



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"Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata."
(Enrico Berlinguer)

"Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà."
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anzichè chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti."
(Enzo Biagi)

"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni."
(Indro Montanelli, 2001)


"Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti ed ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni."
(Vittorio Foa, 2006)

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perchè lì è nata la nostra Costituzione."
(Piero Calamandrei)

"Quali garanzie offre questo Stato [...] per quanto attiene all'applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro [...] l'abuso di potere, l'ingiustizia? Nessuna. L'impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent'anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito [...] in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi [...] perchè quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino."
(Leonardo Sciascia, 1979, intervista a Marcelle Padovani)

"Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza"
O illusi, credete proprio che la fine del comunismo storico abbia posto fine al bisogno e alla sete di giustizia?
(Norberto Bobbio)

"Chi non conosce la verità è uno sciocco. Ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente"
(Bertold Brecht)


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(Giovanni Falcone)
"Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe"
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"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'omicidio, ordinino un pubblico assassinio"
(Cesare Beccaria)