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Non scrivo praticamente più su questo blog. Mi sono dedicato completamente a www.enricoberlinguer.it e curo la rubrica "Il Rompiballe" su Qualcosa di Sinistra. Questo è il mio blog personale, che ho fondato quando avevo 18 anni e ci sono affezionato. Riflette le mie speranze di allora, su una nuova Sinistra, che recuperasse la lezione di Enrico Berlinguer sulla Questione Morale e sull'austerità e la saldasse con la questione della democrazia incompiuta del nostro Paese. 

Rileggendomi, a distanza di anni, sorrido della mia ingenuità di allora. Per fare buona politica, diceva Piero Calamandrei, c'è bisogno di persone oneste che facciano modestamente il proprio mestiere con passione, rigore e impegno morale. Perché sincerità e coerenza, che possono sembrare ingenuità, alla lunga sono l'unico buon affare.

Se mi seguivate allora e volete leggermi "quotidianamente", mi trovate su facebook o su twitter.

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"Change will not come if we wait for some other person or some other time. We are the ones we've been waiting for. We are the change that we seek."
(Il Cambiamento non arriverà se aspettiamo qualcun'altro o qualche altro momento. Noi siamo quelli che stavamo spettando. Siamo il Cambiamento che cerchiamo.)

(Barack Hussein Obama, 44° Presidente degli Stati Uniti d'America)

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30 maggio 2013

Casa per Casa, Strada per Strada, il libro di Pierpaolo Farina su Enrico Berlinguer

"Casa per Casa, Strada per Strada - la passione, il coraggio, le idee", E. Berlinguer - P. Farina (a cura di), Melampo Editore, 400 pp, 17,50 euro. Prefazione di Eugenio Scalfari.

Non l'abbiamo fatto apposta, ma il caso ha voluto che uscisse proprio nel 29° anniversario dell'ultimo comizio di Enrico, quello in cui pronunciava quel "Lavorate tutti, casa per casa, azienda per azienda, strada per strada, dialogando..." che ha ispirato questo libro. Sono 400 pagine, non è un normali libro "a cura di", con una mia introduzione e una carrellata di scritti di Berlinguer messi là a casaccio. E' diviso in due parti: nel primo c'è il Berlinguer privato, di cui così poco si sa, nel secondo c'è il Berlinguer pubblico. Ogni scritto è introdotto con una breve contestualizzazione del periodo e l'occasione in cui quelle parole sono state dette.

Ma di come sarà fatto il libro, nei dettagli, ne parlerà qualcun altro. Dico solo che l'ho pensato e costruito per quelli che, come noi di enricoberlinguer.it, Enrico Berlinguer non l'abbiamo mai conosciuto, perché siamo nati dopo la caduta del Muro di Berlino. E' un libro per una generazione in particolare, la mia. Ma chiaramente va bene anche per tutte le altre.

La prima presentazione sarà a Milano, venerdì 14 giugno, alle 19:00, alla Libreria del Mondo Offeso (via Cesariano 7, una traversa di Via Canonica, dietro l'arco della Pace). Con me, per ora, ci saranno Bianca Berlinguer, che è stata la prima sponsor del libro, Marina Rubini, giovane giornalista di gran talento, mentre chiuderà la serata Federico Cimini, cantautore bolognese e blogger di QdS, che è uscito da qualche giorno con il suo album (l'anteprima qui su l'Unità).

La copertina del libro "Casa per Casa, Strada per Strada" 




1 maggio 2013

Il Rompiballe - la rubrica di Pierpaolo Farina

La trovate a questo indirizzo

http://www.qualcosadisinistra.it/category/editoriali/pierpaolofarina/




3 aprile 2013

Benvenuti in Italia, Repubblica di Bananas (senza Woody Allen)

di Pierpaolo Farina

In principio c'era la politica: si scontravano visioni ideali del mondo e della società completamente opposti, ci si scontrava duramente, ma c'era il rispetto, un certo galateo istituzionale, il riconoscimento dei meriti e dei pregi dell'avversario. Certo, in campagna elettorale si andava alla conquista dei voti, con programmi che spesso enfatizzavano le manchevolezze dell'altro, ma era già pur qualcosa.

Benché la democrazia italiana fosse bloccata, un terzo dell'elettorato irrimediabilmente relegato all'opposizione (anche qualora avesse raggiunto il maggior numero di voti, per ragioni di politica internazionale) e problemi di governabilità dovuti all'eterogeneità delle coalizioni governative anti-comuniste, però c'era ancora della passione... poi andò tutto lentamente a marcire, arrivarono i colpi di stato falliti, le bombe, il terrorismo, il clima da guerra civile, le stragi mafiose, la corruzione della vita pubblica.

Ci sono voluti trent'anni di nani e ballerine, inaugurati da San Bottino di Hammamet, ma finalmente, con il discorso di oggi del Capo dello Stato, possiamo finalmente dire di aver raggiunto un risultato: dalla Prima Repubblica dei padri costituenti siamo passati alla Repubblica di Bananas.

Siccome siamo italiani, abbiamo anche la sfiga di non avere Woody Allen.

Dal governo tecnico siamo passati al "ristretto gruppo di tecnici": evidentemente hanno sbagliato lavaggio in lavatrice. E sono facili lacrime di coccodrillo, quelle del Partito Democratico e di Bersani, che ha fatto una campagna elettorale disastrosa, e si è impiccato proprio appoggiando il governo Monti: gli 8 punti dovevano saltare fuori prima delle elezioni, non dopo. Verrebbe da dire, ben gli sta, se non ci fosse Renzi che si scalda ai motori, e intanto passa da Mediaset, stavolta non alla ruota della fortuna, ma ad Amici di Maria de Filippi.

La democrazia italiana è stata lentamente espropriata di ogni rappresentatività e, soprattutto, di ogni possibilità di cambiamento: il M5S ha deciso di comportarsi come tutti gli altri, con la scusa di non compromettersi. Facendo i suoi interessi di bottega, il M5S non solo ha rimesso in campo Berlusconi per la golden share del governo, ma ora gli impresentabili del PD si accorderanno con il centrodestra per un capo dello Stato che "tuteli il Cavaliere sulla giustizia"; non solo, hanno prolungato il governo Monti, quello delle banche per intenderci, contro cui cannoneggiavano fino ad un mese fa; non otterranno più nulla di concreto. E quindi, alla fine, il loro consenso sarà totalmente non rappresentato e inutile, ai fini del cambiamento.

Sì, perché bastava accordarsi per un governo a tempo che cambiasse le cose fondamentali da cambiare (a guida di chi gli pare), sostenuto da PD e M5S, e almeno si sarebbe potuti tornare al voto con schieramenti rinnovati, una legge elettorale decente e, finalmente, una legge sul conflitto di interessi.

Niente di tutto ciò. Ora, il fantoccio Monti sarà ancora più fantoccio, a lavorare saranno i "tenici ristretti" e, nel marasma generale, si conferma la massima del Gattopardo: "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi."

Complimenti ai registi dell'operazione.

P.S. Abbiamo appena scoperto che un governo senza la fiducia delle Camere può operare. Soprattutto se è dimissionario. Fantastico. Ma se a tutelare la Costituzione non ci pensa nemmeno il Capo dello Stato, a chi dobbiamo rivolgerci? A Woody Allen?

Pubblicato su: http://www.qualcosadisinistra.it/?p=13322




10 gennaio 2013

Qualcosa di Sinistra

Qualcosa di Sinistra dal 12/12/2012 si è trasferito all'indirizzo

http://www.qualcosadisinistra.it 

Per leggere la mia rubrica "Il Rompiballe" il link è:

http://www.qualcosadisinistra.it/category/rubriche-2/pierpaolofarina/





26 dicembre 2011

Su Bocca, grande italiano non perfetto

Dispiaceun po' riprendere a scrivere su questo blog in occasione di un così tristeavvenimento, ovvero la scomparsa di Giorgio Bocca, proprio il giorno di Natale.

Mimancheranno i suoi articoli sull'Espresso, le sue analisi così spietate e duresull'Italia che gli hanno valso negli anni il soprannome di"anti-italiano", a cui aveva persino dato il nome della sua rubrica.

Avendochiuso proprio il 24 dicembre Qualcosa di Sinistra, non abbiamo potutodedicargli un epitaffio adeguato, visto che figurava tra i nostri punti diriferimento. Cerco di farlo qui, anche alla luce del diluvio di critiche chesono giunte da più parti per la decisione sulla fanpage di QdS e di EnricoBerlinguer di ricordarlo.

Razzista,antimeridionalista e omofobo, questo sarebbe stato Giorgio Bocca. Quale dunquela sua colpa? Aver odiato quel Sud delle clientele e del malaffare, quello delfamilismo amorale che tanti morti ha lasciato per strada (morti come PeppinoImpastato, Carlo Alberto Dalla Chiesa, i giudici Rocco Chinnici, Falcone,Borsellino e tanti altri che per brevità non sto qui a ricordare)?

Omofobo?Sì, si è dichiarato anche un po' tale una volta, parlando in termini nonproprio eleganti di Pier Paolo Pasolini, che non gli piaceva. Degustibus, dico io, a me Pasolini piace tantissimo, lo considero tutt'ora ungenio e in quanto tale non è paragonabile a Bocca, proprio perché Bocca facevail giornalista, tutt'altro mestiere da quello di Pasolini, che era un artista,nel senso più puro e completo della parola.

Noncondividevo a volte certe esternazioni di Bocca, come ad esempio quando dissein tv l'anno scorso che in Italia c'erano i comunisti perché qualcunogliel'aveva detto (una cosa che andò a smentire addirittura se stesso di unaventina d'anni prima, ma vabbè).

Questo però non significa dire che è un bene che sia morto, come ha fattoqualcuno sulla bacheca dei commenti della fanpage di Berlinguer. Anzi, commentidel genere mi fanno venire il voltastomaco. Da metà milanese e metà napoletano chesono, appenderei a testa in giù tutti quelli che a varie altitudini affermanoche "va tutto bene, madama la marchesa", salvo poi addossare le colpedei propri mali a chi abita qualche centinaio di chilometri più in su o più ingiù. 

Horibrezzo (e mi fanno anche un po' pena) quei compagni che smettono la casaccadell'internazionalismo per vestire i panni di improbabili leghisti del Sud,pronti a difendere l'orgoglio napoletano o quel che è. Un po' come dire che io,nato a Milano, debba difendere a tutti i costi le scempiaggini, a partire dallecolate di cemento, in nome di non si sa bene quale appartenenza. Buttareall'aria i miei ideali per un panzerotto di Luini, per dire.

Siamo sempre al solito punto, in quelli che chiamiamo"nemici" i più piccoli difetti diventano peccati mortali, mentre inquelli che definiamo "amici" quegli stessi difetti diventanoincredibili virtù. Mi dispiace, io non ho santini (ne ho da dire pure suBerlinguer e ne ho dette), soprattutto non mi piace sparare a zero su personeche hanno lottato per tutta una vita difendendo le proprie idee, anche setalvolta non le condividevo.

I detrattori di Bocca, come immersi in una sorta digesuitismo da tardo '600 (molto comune tra gli Italiani), si soffermano suidettagli, senza guardare al personaggio in generale: sono sempre ansiosi dietichettare qualcosa o qualcuno per il semplice gusto di dimostrare all'uomomedio di saperla conoscere meglio di lui. 

Chiudo, ricordando che nel 2003, quando cominciava aprendere piede con Fassino la triste moda del sostenere che "Craxi è più moderno di Berlinguer",Giorgio Bocca fu l'unico dalle colonne dell'Espresso a difenderel'ex-segretario del PCI. E pure quando fu in vita, lui, Biagi e Montanelliscrissero sul satrapo garofanato le pagine più dure e velenose della storia delgiornalismo italiano. 

In una recente intervista, al riguardo, Bocca rispondevaalla domanda sul perché Craxi fosse così amato da Destra a Sinistra in questomodo: "Craxi piace tanto aquesta destra e a questa sinistra per due motivi: intanto perché era uncorrotto, e poi perché, con l’idea della Repubblica presidenziale, ha datoun’ideologia alla democrazia autoritaria che questi selvaggi di oggi inseguonoma non riescono nemmeno a teorizzare. Questa democrazia malata la dobbiamo purea questa sinistra alla D’Alema che collabora da 15 anni con Berlusconi. Hannocapito che, se non partecipano in qualche modo alla sua greppia, non campanopiù."

Ecco, io non sono per natura un gesuita, quindi preferisco guardare all'uomo in generale. E in generale, Giorgio Bocca è stato un grande italiano, non perfetto per carità, ma grande. Giornalista e partigiano fino in fondo, mai servo di nessuno. Questo mi basta per commemorarlo.




26 marzo 2011

C’era bisogno di Sanremo per pubblicare Antonio Gramsci a sette euro?

Eccoci qua. Per la serie “non c’è mai limite al peggio”, ecco l’ennesima prova che anche chi si riempie la bocca della parola cultura tutti i giorni, alla fine la produce solo se è sicuro di fare molti utili, indipendentemente dalla qualità.

In questo caso la qualità c’è tutta, perché stiamo parlando di Antonio Gramsci. E devo ammettere che, finalmente, Chiarelettere ha abbandonato, almeno per questa nuova serie di “instant book” (ma se hanno oltre 80 anni i testi di Gramsci?) quell’orrenda grafica che contraddistingue tutti i suoi libri, in favore di una più fresca e certamente più gradevole agli occhi copertina.

Ma il punto rimane un altro: c’era veramente bisogno di Luca e Paolo sul palco dell’Ariston per pubblicare Antonio Gramsci ad un prezzo accessibile (soprattutto per noi giovani, che fino a qualche anno fa potevamo solo ammirare i volumi della Fondazione Gramsci a prezzi da rapina)?

Evidentemente sì. E Chiarelettere, nata nel 2007 come editore dei libri di Travaglio, non si è dimostrata come casa editrice molto diversa dalle altre.

Del resto, non è piaciuto per nulla ai tanti lettori di Voglioscendere il fatto che, a dicembre, il blog dei record di Travaglio, Gomez e Corrias sia stato spazzato via per far posto al blog CadoinPiedi, molto bello e ricco di contenuti, per carità, ma che de facto ha espropriato iscritti, visite e posizioni in classifica allo storico blog per dare più visibilità a tutti gli autori di Chiarelettere (tra cui ci sono anche persone che pubblicamente hanno affermato di essere contenti della chiusura di Voglioscendere in quanto non ne condividevano i contenuti).

Dunque, bella l’idea di diffondere le parole dei Grandi del Passato (ma l’abbiamo avuta prima noi di Qualcosa di Sinistra, che Gli indifferenti di Gramsci lo pubblicavamo il 22 gennaio, così come le parole di Berlinguer, Pertini, Calamandrei e altri). Sinceramente, però, ci sembra un po’ troppo ipocrita lanciarla dopo la performance di Luca e Paolo.

da: http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra/?p=2436




17 marzo 2011

Piero Calamandrei: Discorso sulla Costituzione

Il discorso qui riprodotto fu pronunciato da Piero Calamandrei nel salone degli Affreschi della Società Umanitaria il 26 gennaio 1955 in occasione dell’inaugurazione di un ciclo di sette conferenze sulla Costituzione italiana organizzato da un gruppo di studenti universitari e medi per illustrare in modo accessibile a tutti i principi morali e giuridici che stanno a fondamento della nostra vita associativa. Ci pare il modo migliore per festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia.

[…] Però vedete, la costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La costituzione è un pezzo di carta: la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile, bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità.

Per questo una delle offese che si fanno alla costituzione è l’indifferenza alla politica, l’indifferentismo politico che è -non qui, per fortuna, in questo uditorio, ma spesso in larghe categorie di giovani- una malattia dei giovani. ”La politica è una brutta cosa”, “che me ne importa della politica”: quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina,, che qualcheduno di voi conoscerà, d quei due emigranti, due contadini, che traversavano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime e il piroscafo oscillava: E allora questo contadino impaurito domanda a un marinaio: “Ma siamo in pericolo?”, e questo dice: “Se continua questo mare, il bastimento fra mezz’ora affonda”. Allora lui corre nella stiva svegliare il compagno e dice: “Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare, il bastimento fra mezz’ora affonda!”. Quello dice: “Che me ne importa, non è mica mio!”.

Questo è l’indifferentisno alla politica. È così bello, è così comodo: la libertà c’è. Si vive in regime di libertà, c’è altre cose da fare che interessarsi alla politica. E lo so anch’io! Il mondo è così bello, ci sono tante cose belle da vedere, da godere, oltre che occuparsi di politica. La politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai, e vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica.

La costituzione, vedete, è l’affermazione scritta in questi articoli, che dal punto di vista letterario non sono belli, ma è l’affermazione solenne della solidarietà sociale, della solidarietà umana, della sorte comune, che se va a fondo, va a fondo per tutti questo bastimento. E’ la carta della propria libertà, la carta per ciascuno di noi della propria dignità di uomo.

Io mi ricordo le prime elezioni dopo la caduta del fascismo, il 2 giugno 1946, questo popolo che da venticinque anni non aveva goduto le libertà civili e politiche, la prima volta che andò a votare dopo un periodo di orrori- il caos, la guerra civile, le lotte le guerre, gli incendi. Ricordo - io ero a Firenze, lo stesso è capitato qui - queste file di gente disciplinata davanti alle sezioni, disciplinata e lieta perché avevano la sensazione di aver ritrovato la propria dignità, questo dare il voto, questo portare la propria opinione per contribuire a creare questa opinione della comunità, questo essere padroni di noi, del proprio paese, del nostro paese, della nostra patria, della nostra terra, disporre noi delle nostre sorti, delle sorti del nostro paese.

Quindi, voi giovani alla costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa vostra, metterci dentro il senso civico, la coscienza civica, rendersi conto- questa è una delle gioie della vita- rendersi conto che ognuno di noi nel mondo non è solo, che siamo in più, che siamo parte di un tutto, nei limiti dell’Italia e nel mondo. Ora vedete- io ho poco altro da dirvi-, in questa costituzione, di cui sentirete fare il commento nelle prossime conferenze, c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato.

Tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie son tutti sfociati in questi articoli. E a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane. Quando io leggo nell’art. 2, ”l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”, o quando leggo, nell’art. 11, “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, la patria italiana in mezzo alle alte patrie, dico: ma questo è Mazzini; o quando io leggo, nell’art. 8, “tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge”, ma questo è Cavour; quando io leggo, nell’art. 5, “la Repubblica una e indivisibile riconosce e promuove le autonomie locali”, ma questo è Cattaneo; o quando, nell’art. 52, io leggo, a proposito delle forze armate,”l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica” esercito di popolo, ma questo è Garibaldi; e quando leggo, all’art. 27, “non è ammessa la pena di morte”, ma questo, o studenti milanesi, è Beccaria.

Grandi voci lontane, grandi nomi lontani. Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti. Quanto sangue e quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro a ogni articolo di questa costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, questo è un testamento, un testamento di centomila morti.

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione.

 

da: http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra/?p=2133




16 marzo 2011

Se Wikio censura Berlinguer

Wikio, per chi non lo sapesse, è un servizio di condivisione delle notizie, che all’inizio di ogni mese (in base ad un loro algoritmo che esula da traffico e visitatori, a quanto pare) redige anche una classifica dei 100 blog più letti di ogni categoria (politica, economia, etc.).

Qualcosa di Sinistra, sin dalla sua nascita, è stato correttamente indicizzato su Wikio, senza essere sottoposto a censure e senza particolari problemi. In poco meno di 3 settimane, a dicembre, ci siamo piazzati tra i 5000 blog più letti d’Italia; a gennaio siamo arrivati alla posizione 2077, per poi arrivare agli inizi di febbraio nella top500, occupando la 414° posizione. Nella classifica di politica in 3 mesi siamo diventati il 42° blog più letto.

Fin qui tutto bene. Il nostro rating cresceva a livelli stratosferici, così come le nostre visite (con picchi di 4500 lettori ogni giorno, stando a wordpress.com e a google analytics). Continuiamo a macinare record del genere, pur essendo semisconosciuti ed essendo relativamente giovani.

Sarà un caso, ma proprio il primo articolo censurato su wikio è stato il mio “Per Enrico, Per Esempio”, in occasione dei 2 anni dalla nascita di EB.IT – Il Primo Sito Web su Enrico Berlinguer, il 16 febbraio. All’inizio ho pensato ad una piccolo errore in wikio e non me ne sono curato più di tanto, anche se l’articolo immediatamente successivo al mio era stato correttamente indicizzato.

Intanto, il nostro rating il 1° marzo, a 4 giorni dall’aggiornamento della classifica, arrivava a quota 19.177, un valore che ci avrebbe fatto entrare nella top30 dei blog più letti di politica e chissà quante posizioni ci avrebbe fatto prendere in quella generale (in fondo, sfido qualunque giovane blog ad avere una media di 2600 lettori al giorno a 4 mesi dalla nascita).

Ebbene, il 2 marzo il nostro rating viene “tagliato” a 5.0 (ovvero ai livelli che avevamo quando 2600 lettori li facevano in 2 settimane); anche in quel caso ho pensato ad un errore, tant’è che il 3 marzo siamo risaliti a quota 8.5, anche se un po’ mi scocciava, essendoci di lì a 3 giorni l’aggiornamento della classifica.

Arriva il 4 marzo, pubblico due articoli, uno in cui riporto il famoso scritto corsaro di Pasolini “Il Potere senza volto”, l’altro è sul vergognoso stipendio di Giuliano Ferrara e… puff, non vengono indicizzati su Wikio. Ohibò, tre articoli non indicizzati. C’è qualcosa che non va. Scrivo a info@wikio.it, chiedendo se sia un nostro problema o un loro. Nessuna risposta.

Arriva il 5 marzo. Altri articoli, altre “censure” su Wikio. Riscrivo sempre al solito indirizzo, senza successo. E continuo per tutta la settimana, scrivendo anche al responsabile italia di Wikio. Nulla.

Risultato: Qualcosa di Sinistra de facto è oscurato su Wikio, senza soluzione di ritorno. Ho provato così a re-inserire il blog come fonte e… magia, anziché darmi errore, dicendomi che la fonte era già presente su Wikio, mi arriva il messaggio automatico: “Grazie per la tua segnalazione! Valuteremo se il tuo blog ha i requisiti necessari etc. etc.”, e noto una piccola dicitura: “Wikio è aperto a tutti i blog, ma questi possono essere non accettati a discrezione assoluta di Wikio.

Morale, anche con la nuova iscrizione (che dimostra come ci abbiano cancellato proprio da Wikio, senza dirci nulla), Qualcosa di Sinistra continua a non essere indicizzato su Wikio. Cosa che alla fine ci può anche fare piacere, visto che, assodato che la classifica è palesemente truccata perché ci sono manine sante che la correggono, espellendo i blog scomodi, significa che facciamo paura.

A chi non lo sappiamo… in ogni caso, passate parola. E scrivete anche voi a info@wikio.it, non tanto per chiedere la nostra reintegrazione (a sto punto poco ci importa, rimaniamo comunque tra i 30 blog più letti di politica in Italia lo stesso), quanto per ESPRIMERE IL VOSTRO SDEGNO.

E chissà che forse, dalle parti di Wikio, le varie mani di forbice si diano una regolata la prossima volta.

Noi non ci arrenderemo mai. Loro nemmeno (ma gli conviene?)

Passate parola.

da: http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra/?p=2098




8 marzo 2011

8 marzo: auguri a tutte le donne!

Mentre auguro a tutte le donne un buon 8 marzo, annuncio anche che, essendo poco sviluppata la piattaforma de "il cannocchiale", mi sposterò su wordpress, che già uso da un paio d'anni per EB.IT con brillanti risultati.

Questo blog l'ho fondato che avevo 18 anni per portare avanti la Questione Morale. Ora ho fondato un altro blog, Qualcosa di Sinistra (http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra) che ha un obiettivo più ampio e che è, soprattutto, uno dei blog di politica più letti d'Italia (ogni giorno dalle 2500 alle 4000 visite).

Non è possibile esportare gli oltre 900 articoli che ho scritto in questi 3 anni e mezzo su questo blog, perché il cannocchiale non me lo consente. Non posso nemmeno più registrare orgogliodemocratico su wordpress perché, avendolo già fatto 3 anni e mezzo fa e avendolo poi cancellato, ho scoperto ora che non si può più ri-registrare (anche se a volerlo riaprire sono sempre io).

Quindi mi sono limitato a registrare un sobrio www.pierpaolofarina.wordpress.com, con il titolo "Storie di Ordinaria Indecenza". Chi mi legge e mi apprezza, può continuare a seguirmi lì e su Qualcosa di Sinistra.

Questo blog lo aggiornerò con gli articoli che scrivo su SOI e su QdS. Ancora auguri a tutte le donne.

Pier




27 febbraio 2011

Caro Berlusconi, la scuola pubblica educa, eccome.

Il mio articolo su Qualcosa di Sinistra a proposito di Berlusconi e del suo giudizio sulla scuola pubblica:

http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra/?p=1643



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"Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata."
(Enrico Berlinguer)

"Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà."
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anzichè chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti."
(Enzo Biagi)

"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni."
(Indro Montanelli, 2001)


"Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti ed ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni."
(Vittorio Foa, 2006)

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perchè lì è nata la nostra Costituzione."
(Piero Calamandrei)

"Quali garanzie offre questo Stato [...] per quanto attiene all'applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro [...] l'abuso di potere, l'ingiustizia? Nessuna. L'impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent'anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito [...] in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi [...] perchè quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino."
(Leonardo Sciascia, 1979, intervista a Marcelle Padovani)

"Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza"
O illusi, credete proprio che la fine del comunismo storico abbia posto fine al bisogno e alla sete di giustizia?
(Norberto Bobbio)

"Chi non conosce la verità è uno sciocco. Ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente"
(Bertold Brecht)


"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola"
(Giovanni Falcone)
"Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe"
(Paolo Borsellino)

"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'omicidio, ordinino un pubblico assassinio"
(Cesare Beccaria)