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Non scrivo praticamente più su questo blog. Mi sono dedicato completamente a www.enricoberlinguer.it e curo la rubrica "Il Rompiballe" su Qualcosa di Sinistra. Questo è il mio blog personale, che ho fondato quando avevo 18 anni e ci sono affezionato. Riflette le mie speranze di allora, su una nuova Sinistra, che recuperasse la lezione di Enrico Berlinguer sulla Questione Morale e sull'austerità e la saldasse con la questione della democrazia incompiuta del nostro Paese. 

Rileggendomi, a distanza di anni, sorrido della mia ingenuità di allora. Per fare buona politica, diceva Piero Calamandrei, c'è bisogno di persone oneste che facciano modestamente il proprio mestiere con passione, rigore e impegno morale. Perché sincerità e coerenza, che possono sembrare ingenuità, alla lunga sono l'unico buon affare.

Se mi seguivate allora e volete leggermi "quotidianamente", mi trovate su facebook o su twitter.

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"Change will not come if we wait for some other person or some other time. We are the ones we've been waiting for. We are the change that we seek."
(Il Cambiamento non arriverà se aspettiamo qualcun'altro o qualche altro momento. Noi siamo quelli che stavamo spettando. Siamo il Cambiamento che cerchiamo.)

(Barack Hussein Obama, 44° Presidente degli Stati Uniti d'America)

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29 settembre 2010

Caro Pellegrino, per il bene dell’Italia tolga il disturbo

Gentile Giuseppe Pellegrino,

 lei nei giorni scorsi ha affermato (e successivamente confermato): “Basta disabili a scuola. Non imparano e disturbano. Meglio per tutti una comunità, dove mandarli seguiti da personale specializzato.

 

Un’opinione come un’altra, se non fosse che lei ricopre un incarico pubblico, pagato anche con le tasse dei genitori di quei disabili che lei vorrebbe ghettizzare in “comunità” specializzate (li chiami pure lager, se vuole)

 

Un’opinione che trasuda di antichi e indecenti proclami nazional-socialisti e fascisti, che affermavano la superiorità di chi cammina con le proprie gambe e magari è anche biondo e senza barba.

 

Ebbene, posto che lo Stato non ha i soldi per pagare gli insegnanti di sostegno ai bambini disabili, figuriamoci se troverà mai i soldi per aprire strutture specializzate per evitare che i disabili disturbino l’apprendimento dei suoi figli o nipoti “abili”: significherebbe accollare altre spese alle famiglie, oltrechè violare il costituzionale diritto di pari accesso all’istruzione.

 

Ma si sa, voi del PDL sulla Costituzione ci giurate, salvo poi pulirvici le terga nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore non l’avete nemmeno letta.

 

Ora voglio raccontarle una storia, che mi riguarda in prima persona, ma che può illuminare la sua mente, evidentemente ottenebrata da luoghi comuni e facili semplificazioni che non fanno onore non tanto a lei (che a quanto pare l’onore non sa nemmeno cosa sia), quanto alla carica che lei ricopre (purtroppo per i suoi concittadini.

 

Io ho una sorella di sei anni più grande che è sulla sedia a rotelle: questo perché quando aveva sei mesi un macellaio con la laurea da chirurgo, in quell’occasione anche primario del Besta (nominato dalla politica), l’ha inchiodata su una sedia a rotelle, perché per toglierle un neo sulla schiena, le ha anche reciso le terminazioni nervose che dal cervello arrivavano alle gambe.

 

Ebbene, mia sorella ha fatto le elementari, le medie e il liceo, nonché l’università, senza problema alcuno, se non quello della mobilità: voti sempre molto alti, espansiva e generosa con gli altri, fin troppo estroversa, molto intraprendente e a ambiziosa. Una ragazza fin troppo normale, se non fosse che a 6 mesi dalla nascita l’hanno condannata a vivere su una sedia a rotelle.

 

Si è laureata (3+2) a 23 anni in Biotecnologie Mediche con 110 e lode e, si figuri, le avevano anche offerto un posto da ricercatrice super-pagata a Boston, ma vi ha dovuto rinunciare proprio a causa del suo problema, e ora lavora in un centro di ricerca all’Università Bicocca. Studia il cancro, le cellule staminali, ma è frustrata perché non può lavorare, perché il governo della sua maggioranza ha tagliato i fondi per la ricerca.

 

Ha preso la patente, ha la sua macchina, che guida incompleta autonomia, senza dare fastidio a nessuno: pur vivendo in una città come Milano, i problemi ci sono, perché l’inciviltà della gente e l’incuria dell’amministrazione creano ostacoli quotidiani ai disabili come lei.

 

Ebbene, signor Pellegrino, lei, con le sue parole, non ha tanto offeso mia sorella e tutti quelli come lei, ma ha offeso il genere umano, di cui ha dimostrato di non esserne un degno esponente.

 

Lei e tutti quelli come lei sono la spazzatura che andrebbe smaltita al più presto in questo Paese: per il bene dell’Italia, caro Pellegrino, tolga il disturbo. Prima che la Provvidenza Divina la metta tra quelli che disturbano in classe.

 

Del resto, lei, a scuola, ha dimostrato di non aver imparato nulla, sebbene si muovesse con le sue gambe. Chissà che, il giorno che non potrà farlo più, riuscirà ad imparare qualcosa. Ne dubito.


 

Distinti saluti,

Pierpaolo Farina




20 dicembre 2009

Strepitoso Travaglio, che vergogna invece lo Smeraldo

Che i Teatri italiani siano messi male, è un dato di fatto. Che costino pure cari, è un altro dato di fatto. Ma in 20 anni di vita non mi era mai successo di lamentarmi del servizio di uno di questi. Soprattutto quando lo spettacolo era di mio gusto. Invece ieri non è stato così.

Tanto per capirsi, il 26 settembre andavo sul sito della TicketOne per prenotare (con largo anticipo) i biglietti per lo spettacolo teatrale di Marco Travaglio (Promemoria), che per altro avevo già visto un anno fa al Ciak, in quanto una mia carissima amica non aveva mai visto lo spettacolo e volevo portarcela.

Mi scelgo con cura i posti, e ne trovo tre bellissimi in balconata, nella prima fila che dà sul corridoio, quindi potevamo pure allargare le gambe, stare comodi, vedere senza testoni giganti davanti che oscurano la visuale. Ovviamente le Poltrone in Balconata costano di più delle poltroncine o dei posti a visibilità ridotta (5 euro in meno le prime, 15 euro in meno i secondi), ma sono stato fortunato perchè fino all'11 ottobre c'era lo sconto del 20% su tutti gli spettacoli, quindi alla fine tra il prezzo scontato (24 euro), il prezzo della prevendita (4 euro) e il costo della commissione del TicketOne (circa 2 euro), il biglietto alla fine mi è venuto a costare 30 euro (cioè quanto un biglietto normale della Poltrona Balconata, senza però i 3 euro di prevendita).

Tutto questo accade il 26 settembre, ed ero abbastanza contento perchè ero riuscito a trovare dei posti fantastici, centrali, sul corridoio, in balconata addirittura... Arriva finalmente il giorno tanto atteso, ieri, lo spettacolo inizia alle 21:00, arrivo là un'ora prima, ritiro i biglietti, ma non posso ancora entrare, perchè devo aspettare la mia amica che arriverà al pelo con il fidanzato perchè ovviamente con i lavori al parcheggio davanti allo Smeraldo trovare parcheggio è una cosa impossibile.

Entriamo quando mancano nemmeno 3 minuti allo spettacolo, mi ero chiesto nell'ora precedente come mai l'accesso alla balconata fosse chiuso, ma pensavo ci fosse una scala interna. Ebbene, indovinate un po' cos'è successo? Che la maschera anzichè portarmi in balconata, mi porta nella Fila U, posto 8 laterale, incastrato in mezzo ad altre persone, con una visibilità del menga.

Non faccio nemmeno in tempo a protestare, che quella mi risponde che la Balconata è chiusa: e che significa che è chiusa? Io pago un biglietto in balconata, pago la commissione di 2 euro del TicketOne e la prevendita di 4 euro per scegliermi i posti, e finisco in una poltroncina laterale (che costa 5 euro in meno) come un qualsiasi spettatore che arriva alla biglietteria e compra il biglietto al momento?

Insomma, dalla balconata Fila E, posti 26-27-28, ci ritroviamo in Platea Fila U posti 8-7-6, che sono andato a controllare proprio adesso sul sito della TicketOne costano pure meno.

La serata era già cominciata male, ma è finita pure peggio: il teatro era completamente privo di riscaldamento e fuori c'erano meno sei gradi e forse dentro la temperatura era un pochino più alta solo grazie al calore umano sprigionato dagli spettatori, tant'è che dopo 3 ore e 40 minuti di spettacolo sono uscito con un mal di testa tremendo e le gambe congelate (e la mia amica è fuggita via un'ora prima perchè non ce la faceva più dal freddo).

Che Travaglio sia stato strepitoso, nulla da dire, lo è sempre, ma la struttura della sua performance teatrale ha fatto veramente PENA. Mancavo da due anni allo Smeraldo, dubito che ci tornerò più! E adesso mi rivolgerò pure a chi di dovere per il disservizio.

Il succo di tutto questo sermone è: se dovete proprio andare a teatro, non andate allo Smeraldo! E se dovete andare a vedere Travaglio, compratevi il DVD oppure andate a vederlo d'estate o in un teatro decente dove ci sia almeno il riscaldamento!




9 ottobre 2009

L’intransigenza non è sinonimo di violenza

 Delle assenze del PD la scorsa settimana si è molto parlato e discusso, ma soprattutto si sono condannati, almeno moralmente, tutti quelli che non erano presenti sia al voto sulla costituzionalità dello Scudo, sia nel momento di ratifica dello Scudo, quando la fiducia è passata con soli 20 voti di scarto (e oggi staremmo festeggiando caduta del governo, bocciatura del lodo Alfano e premio nobel per la pace ad Obama).

Certo, c’è amarezza, profonda amarezza, perché l’assenza di ben 59 deputati del PD alla prima votazione e 25 alla seconda ha mantenuto in vita una maggioranza nella quale i parlamentari doppio-lavoristi non servono il Paese, ma se stessi e i propri interessi.

Esprimere però il proprio sdegno e la propria collera non significa dimenticarsi che viviamo in una società che vogliamo migliorare e cambiare, e questa società non si cambia trasformando il proprio disappunto in intolleranza e violenza.

Ileana Argentin è una dei deputati PD assenti al voto, è sulla sedia a rotelle, sostiene la mozione Marino al congresso: era malata, ha mandato certificato medico. Benissimo, ciò non toglie che la sua assenza, unita a quella di altri che non erano malati, ha fatto un grande regalo a Berlusconi.

Così sabato scorso, alla manifestazione per la libertà di stampa, mentre sfilava in piazza, una signora le si è avvicinata e l’ha insultata pesantemente: cosa che, vista l’ira popolare, ci può anche stare. Il problema però è che non ci sono state solo gli insulti o le critiche: ci sono state pure le aggressioni.

Lunedì sera un gruppo di ragazzi si è avvicinato alla deputata del PD e ha cominciato a prendere a calci la carrozzella, urlandole che stava rubando i soldi agli Italiani. Ecco, questo è uno di quei momenti in cui si passa dalla parte della ragione alla parte del torto.

Perché è inevitabile che quando si passa alle mani, si ricorre alla forza bruta, si abbia sempre torto: siamo uomini, non bestie, ci hanno dato il dono della parola per argomentare le nostre opinioni. E in certi casi le parole sono più affilate di una lama di coltello e fanno ancora più male.

Bisogna però essere in grado di usarle le parole, con intelligenza, così come le mani e i piedi, che di certo hanno una funzione primaria che è diversa da quella di prendere a calci una signora di 46 anni disabile perché si pensa che non abbia fatto bene il proprio lavoro parlamentare.

Perché queste persone non hanno provato a fare la stessa cosa con gli altri 24 deputati assenti venerdì scorso? Forse perché loro camminano con le proprie gambe?

Non so chi fossero questi ragazzi, ma una cosa è certa: non sono né democratici né di sinistra. Sono dei vigliacchi fascisti, che se la prendono con chi fisicamente non può tenergli testa. E non li affrontano, invece, sul piano culturale, dove saprebbero cantargliele a dovere.

Ebbene, sono disgustato da questa vicenda. L’Intransigenza non è sinonimo di violenza, ma di coerenza con i propri ideali: questi comportamenti squadristi lasciamoli ai maiali!




25 gennaio 2009

VERGOGNA!!!



Solo questa parola basta a definire lo spettacolo indecoroso che sta avvenendo in questi giorni, sulle nostre televisioni, ma anche su certi giornali, e non mi sto riferendo al Cavaliere (che già di per sé è uno spettacolo indecente), ma ad altro: al revisionismo di stampo nazi-fascista che impera ovunque e porta intere folle di folli ad elogiare il latitante Bettino.

Più volte ho ricordato le grandi imprese del presunto e defunto statista, pluri-pregiudicato con una sentenza definitiva a 10 anni per corruzione e morto latitante in un paese straniero, ricevendo ogni volta gli insulti deliranti del nazi-socialista di turno, ma quel che è peggio è che oggi si fabbricano dvd con documentari revisionisti, come quello mandato in onda su Mediaset e che è stato distribuito ieri a Milano all’assise che ha riunito tutte le vecchie glorie del PSI di Bettino: la figlia Stefania, il figlio Bobo, il condannato De Michelis, l’ex-piduista Cicchitto, l’economista assenteista Brunetta, Sacconi e tanti altri volti più o meno famosi che, come recitava il TG2, “hanno deciso di continuare la battaglia riformista di Craxi nel centrodestra”.

Oramai a Craxi vengono tributati tutti gli onori: sembra che per 60 anni l’Italia sia stata governata dai comunisti e gli unici raggi di sole ci siano stati con il latitante Bottino, depositario di 3 conti svizzeri con su ben 50 miliardi di euro.

Immancabile poi il commento dell’ex-piduista Cicchitto, compiaciuto del fatto che dieci anni fa cose del genere non si sarebbero mai fatte e ora invece sì: questo la dice lunga sugli effetti che ha sulla popolazione il bombardamento mediatico che da quindici anni è perpetrato da Mediaset e dal suo padrone.

Non poteva mancare ovviamente la figlia Stefania, che ci ha dato la prova provata che l’unica cosa che Craxi ha lasciato all’Italia, oltre al terzo debito pubblico al mondo, è stata il Berlusconismo: "Nove anni fa e' stato perpetrato un assassinio politico che ora verrà ricordato come il 'delitto Craxi'". Durante un convegno al Teatro Nuovo, a Milano, dedicato alla figura di Bettino Craxi, la figlia Stefania ricorda quello che accadde 9 anni fa, nonche' la lungimiranza e l'insegnamento del celebre statista. "Il liberalismo sociale - ha detto Stefania Craxi - ha avuto in Craxi il suo precursore. E' una liberalismo che Craxi avrebbe potuto attuare 16 anni fa se l'azione proditoria di Comunisti e magistrati non gli avesse sbarrato la via al suo ritorno al Governo". […] L'azione compiuta nel 1992 dai comunisti - ha concluso - da Occhetto, D'Alema e Veltroni, merita la mia e la nostra più netta avversione. La smettano costoro di darci lezione di morale pubblica e privata, perchè non hanno alcun titolo per farlo".

Nel suo intervento dal palco, in un teatro gremito da oltre mille persone, la sottosegretaria agli Esteri ha più volte attaccato gli eredi del Pci, considerandoli i responsabili politici di quel clima di giustizialismo durante la stagione di Tangentopoli, oltre a distribuire i dvd del documentario fasullo che dipinge Craxi come l’eroe nazionale e Berlinguer come un pericoloso terrorista.

Indegno poi è stato il balletto di Cicchitto e Nencini a SpecialeTG2 dove Craxi veniva elogiato e Berlinguer dipinto come un filosovietico che voleva condurre l'Italia ad Est.

Eppure a questo spettacolo indegno a Sinistra non c’è stata nessuna voce critica, a parte quella di Vincenzo Vita, a cui ha risposto Cicchitto con il solito commento revisionista che nessuno pare aver notato.

Il revisionismo che corregge gli errori della Storia fa parte della Storia stessa, in quanto la integra: quello che la inventa, la deforma e infine la ridicolizza non è storia, è una deriva indecente che oggi si configura con il Berlusconismo.

Accettare la versione craxiana di un complotto dei magistrati comunisti per abbattere il campione del nuovo socialismo è una deformazione storica, questa sì, di stampo leninista: definire un latitante “esule” nella speranza di recuperare quel 14% di voti scomparsi da un giorno all’altro è il vero elemento distruttore del Partito Socialista (e infatti ha preso l’1% alle politiche).

Forse la Questione Morale di Berlinguer non è un argomento abbastanza edificante per certa sinistra, sta di fatto che il “pragmatismo affaristico” di Craxi rimane una vergogna per tutti i socialisti che lo erano veramente e che da quel partito di “nani e ballerine” (riedificatosi in Forza Italia) sono stati cacciati.

Il pool di Mani Pulite doveva ancora nascere quando il partito di Craxi entrò in metastasi con congressi hollywoodiani e famose personalità di quei ceti emergenti di cui faceva parte anche Berlusconi: gli iscritti se ne andavano, i militanti rimasti diventavano esattori di tangenti e il partito scompariva dall’hinterland per chiudersi nei Palazzi.

Quando scoppiò Mani Pulite, il partito socialista già non esisteva più e la sua direzione si riuniva non per discutere dei problemi degli italiani, ma degli affari privati di ciascuno.

Chi non conosce la verità è uno sciocco; ma chi, conoscendola, la chiama bugia è un delinquente”, diceva Bertold Brecht. Ecco, questi sono tutti una massa di delinquenti falsi, bugiardi e faziosi: dove sono le sanzioni a cose del genere? Solo nei confronti di chi va contro il Potere precostituito si levano critiche, da quando c’è Berlusconi i canoni della decenza li stabilisce lui.

BASTA! Se non c’è nessuno che voglia difendere la memoria di Berlinguer, vorrà dire che lo faremo NOI!

Vi informo che a breve lancerò il sito www.enricoberlinguer.it, dove raccoglieremo tutto il materiale possibile su Enrico e ricostruiremo il pensiero del VERO, UNICO E GRANDE STATISTA DELLA SINISTRA ITALIANA, restituendogli il posto che in tutte le democrazie, tranne in Italia, gli reputano: “un eroe dei nostri tempi”, come disse un famoso storico inglese.

Loro non molleranno mai. Noi neppure. (e non sanno cosa li aspetta).




2 maggio 2008

Prove Tecniche di Editto Bulgaro

 

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Articolo 21 della Costituzione Italiana

Ci risiamo. Santoro, l’unico dei grandi storici giornalisti indipendenti della Rai, è sotto attacco per l’ennesima volta. Le sue trasmissioni sono faziose perché descrivono la realtà italiana: storicamente non piacciono a Berlusconi perché raccontano le cose così come stanno (tant’è che Sgarbi, da buon prevaricatore che è, può solo dire di Travaglio che ha “una faccia da tonto”), oggi danno fastidio anche ai democratici berlusconizzati perché non vi è questa difesa accorata delle loro posizioni.

Dire che Santoro è di parte dopo le trasmissioni che non facevano sconti né a destra né a sinistra, è come dire che Berlusconi ha ricevuto in regalo la tessera della P2 da un amico (una pianta da giardino quel Natale non si trovava proprio): significa cioè dire una menzogna.

La trasmissione di ieri sera analizzava una realtà italiana ben definita, che non si può ignorare (e chi lo fa, è fazioso): il fenomeno Beppe Grillo. Il 25 aprile sono state raccolte 1.500.000 firme per tre referendum (500.000 per ognuno), una cosa mai successa in tutta la storia repubblicana, però nessuno ne ha parlato, anzi, si è dato più spazio ad orango tanghi o gattini da salvare sugli alberi.

La gente si indigna per gli attacchi a Napolitano e Veronesi e mi va pure bene, ma la gente dovrebbe anche indignarsi del fatto che Veronesi abbia affermato che gli inceneritori non provocano tumori in diretta su RaiTre, quando esistono fior fiori di studi americani ed europei che provano scientificamente il contrario; la gente dovrebbe indignarsi anche per i silenzi di Napolitano sulla delegittimazione continua da parte di Berlusconi delle istituzioni democratiche. Eppure non lo fa. Non lo fa, perché queste cose non le sa, non le percepisce, non gli interessano.

Santoro dà voce a tutto quello che non c’è a “Porta a Porta”, canalizza le ansie e le preoccupazioni di tutte quelle persone che si vedono espropriate dei propri diritti dai “poteri forti” che hanno nome e cognome, ma che solo pochi hanno il coraggio di sputtanare davanti a milioni di telespettatori. Ovvio che Santoro non è l’unico a farlo, c’è anche l’impeccabile Milena Gabanelli, ma oggi sotto accusa non è Report della Gabanelli, ma AnnoZero di Santoro.

Ieri ho visto la puntata, non l’ho trovata di cattivo gusto se non per la presenza inappropriata, maleodorante e insignificante di quel borioso imbottito di psico-farmaci di Sgarbi, che pensa di avere ragione perché urla più degli altri e non dà la possibilità di replicare alle sue fesserie.

Perché anche qui si assiste ad un fenomeno curioso: i critici di Santoro e Travaglio dicono sempre che non c’è il contraddittorio, ma io mi domando e dico: da Bruno Vespa quando Berlusconi afferma che la laurea di Di Pietro è un dono dei servizi, c’è il contraddittorio? Quando su altri programmi si insultano Travaglio e Santoro c’è il contraddittorio? Ma perché qualcuno pensa veramente che ci sia un politico così sano di mente da farsi distruggere in un’intervista con Marco Travaglio, che va a scavare negli archivi fino a scovare la doppiezza, la falsità e le menzogne dei tanti potentati del nostro Parlamento?

Nessuno menziona il conflitto di interessi di Berlusconi sulle televisioni, perché anche alla Sinistra va bene così: io do una cosa a te, tu dai una cosa a me. Questi i patti antichi, ma Berlusconi non ne rispetta mai uno, si sa. Vi ricordate vero “l’occupazione militare della Rai da parte della Sinistra?”, con conseguente epurazione di Biagi, Santoro e Luttazzi dalla Rai perché avevano detto cose vere?

Ve lo rispolvero io: “In questi giorni la Rai ha cambiato i responsabili dei tg e delle reti. Tornerà finalmente a essere una tv pubblica, cioè di tutti, cioè oggettiva, cioè non partitica, cioè non faziosa come è stata con l’occupazione manu militari da parte della Sinistra. L’uso che i Biagi, i Santoro e i… come si chiama quello là… ah, sì, Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è un uso criminoso. Preciso dovere della nuova dirigenza Rai è di non permettere più che questo avvenga. Ove cambiassero, nulla ad personam. Ma siccome non cambieranno...
(conferenza stampa a Sofia, 18 aprile 2002).

Ovviamente il grande editore liberale verrà prontamente esaudito, mentre la Cdl occupa pure gran parte delle direzioni di reti e tg: Del Noce (FI) a Rai1, Clemente J. Mimun (FI) al Tg1, Antonio Marano (Lega) a Rai2, Mauro Mazza (AN) al Tg2, Angela Bottiglione (Udc) ai tg regionali, Sergio Valzania (Udc a Radio2 e Radio3. In seguito sua Emittenza negherà pure spudoratamente di aver ordinato l’epurazione di Biagi, Santoro e Luttazzi, dicendo di non essersi accorto dei giornalisti… e meno male che era in conferenza stampa.

Questa volta Claudio Petruccioli, che ci tiene alla sua poltrona, ha già messo le mani avanti, dicendo che non permetterà più che avvengano certe cose. Che cosa vergognosa, dare voce ad una realtà italiana che è scomparsa da tutte le televisioni, se non per trasmettere un comunicato dei giornalisti Rai contro gli insulti ricevuti.

L’informazione in Italia è pilotata, tutto quello che non ci fanno vedere e che sappiamo di nascosto, è VERO. La piovra dell’informazione italiana sono i partiti, che non fanno più politica, ma gestiscono interessi, i più disparati, fregandosene dell’interesse generale.

Santoro dedicando un’intera puntata sulla mafia, va contro questi interessi particolari; Santoro dedicando un’intera puntata ai traffici indecenti dell’Eni in Basilicata, va contro questi interessi particolari. Santoro, poiché è Santoro, non è controllabile e non è fermabile se non con la censura, che è VIETATA dalla Costituzione italiana.

Sono iniziate le prove tecniche di regime: preparatevi ad un nuovo editto bulgaro.




11 febbraio 2008

Il Governo Berlusconi, Anno 2001: Guerra Totale alla Giustizia

                

Il 13 maggio 2001 Silvio Berlusconi vince le elezioni e torna a Palazzo Chigi. Molte cose sono cambiate rispetto al 1994, l’anno della sua “discesa in campo”. Al Quirinale non siede più Oscar Luigi Scalfaro, ma, dal 1999, Carlo Azeglio Ciampi, eletto con uno dei tanti accordi bipartisan che hanno costellato il quinquennio dell’Ulivo.

Nel 1994 il Cavaliere era, almeno personalmente, intonso da accuse giudiziarie.

Nel maggio 2001 è un pluri-imputato con un cumulo impressionante di carichi pendenti: la prescrizione in Cassazione per la tangente di All Iberian a Craxi; la prescrizione in appello per le mazzette alla Guardia di Finanza; l’indagine ancora non archiviata a Caltanissetta per le stragi di Capaci e di Via d’Amelio; l’inchiesta aperta in Spagna per Telecinco; 5 processi in corso (3 per falso in bilancio, due per corruzione in atti giudiziari).

Mai, nella storia dell’Occidente industrializzato, un personaggio del genere ha potuto anche solo pensare di candidarsi alla guida del governo del suo Paese. Un personaggio al quale la Corte d’assise d’appello di Caltanissetta dedica un intero capitolo della sentenza (depositata il 23 giugno 2001) che condanna 39 boss di Cosa Nostra (di cui 29 all’ergastolo) per la strage di via d’Amelio, intitolato “I contatti fra Salvatore Riina e gli on.li Dell’Utri e Berlusconi”, nella sezione dedicata a “I moventi” dell’eccidio che costò la vita a Paolo Borsellino (che 2 settimane prima della morte aveva rilasciato un’intervista riguardo proprio questi contatti).

Un capitolo in cui si scrive che Cosa Nostra intrecciò con Berlusconi e Dell’Utri “un rapporto fruttuoso, quanto meno sotto il profilo economico”; che per anni il gruppo Berlusconi versò alla mafia regalìe sotto forma di “consistenti somme di denaro”; che all’incasso provvedeva inizialmente Vittorio Mangano, il fattore della villa di Arcore, finchè negli anni Novanta Totò Riina decise di gestire il rapporto in prima persona.

In campagna elettorale di tutto questo Francesco Rutelli e Piero Fassino non hanno fatto cenno, a mantenere alta la guardia sono stati i programmi televisivi “Il raggio verde” di Michele Santoro e “il Fatto” di Enzo Biagi, insieme alle frustrate di Giovanni Sartori e di Indro Montanelli, che anche poco prima di morire si scaglierà contro “questa destra della corruzione, della menzogna e del manganello”).

In Parlamento entrano, tra condannati, imputati e indagati quasi 90 persone: il primo a segnalare l'anomalia italiana sarà lo spagnolo "El Mundo", mentre a ruota seguirà il commento di Beppe Grillo" Nella Prima Repubblica prendevi un onorevole e dopo un po' diventava delinquente. Nella Seconda, invece, prendi un delinquente e, dopo un po', diventa onorevole."

Il 14 giugno 2001 il nuovo Governo, prim’ancora di ottenere la fiducia, vara il suo primo decreto urgente: quello che consente ai ministri di spostare i magistrati, adibendoli a funzioni amministrative, senza passare per il CSM.

Il 18 Giugno, presentando il governo al Senato, Berlusconi annuncia tre nuove commissioni parlamentari d’inchiesta (che si risolveranno con un attacco all’opposizione infondato): sul dossier Mitrokhin, sull’affare Telekom Serbia e su Tangentopoli (o meglio: su Mani Pulite)

Il 25 Giugno la Corte d’Appello di Milano ribalta le assoluzioni decise un anno prima dal gup Rosario Lupo nel processo per il Lodo Mondatori e rinvia a giudizio tutti gli imputati, tranne Berlusconi, il cui reato da corruzione giudiziaria passa a corruzione semplice, cosa che gli fa guadagnare la prescrizione. Il senatore avvocato forzista Domenico Contestabile propone l’amnistia per tangentopoli, “per mettere una pietra sul passato”.

Il 28 giugno il ministro dell’Economia Giulio Tremonti annuncia l’abolizione della tassa di successione per patrimoni oltre i 350 milioni di lire (imposta abolita fino a quella cifra dall’Ulivo): il presidente del Consiglio ha 5 figli e beni stimati per 25mila miliardi di lire.

Il 30 giugno la Corte d’Assise di Milano condanna all’ergastolo i neofascisti Carlo Maria Moggi, Delfo Zorzi e Giancarlo Rognoni per la strage di Piazza Fontana. Pecorella, che difende Zorzi e Giancarlo Rognoni, parla di “sentenza politica”. Il sottosegretario Taormina, che difende Maggi in un altro procedimento, accusa i giudici di “riscrivere la storia d’Italia con la penna rossa”.

Il 1° luglio la Corte d’Appello di Palermo condanna il giudice Corrado Carnevale a 6 anni per il concorso esterno in associazione mafiosa. Il sottosegretario Vietti insorge: “Così si aumenta la sfiducia dei cittadini nella giustizia”.

Il 21 luglio, nel DPEF, il ministro Castelli s’impegna a istituire il giudice unico di 1° grado e ad introdurre la competenza penale del giudice di pace: non sa che entrambe le riforme erano state approvate dall’Ulivo nella legislatura precedente, ma in compenso il Governo diminuisce gli stanziamenti alla giustizia.

Il 22 agosto il ministro delle Infrastrutture Lunardi (titolare di società specializzate in gallerie e trafori autostradali, prontamente passate alla moglie per evitare conflitti di interessi) comunica che “mafia e camorra ci sono sempre stato e quindi dovremo convivere con questa realtà”. Ciampi interviene, il sottosegretario si corregge, peggiorando: “siamo costretti a vivere con la mafia come con altre realtà: per esempio, i 7000 morti sulle strade.”

Il 6 settembre Tremonti rimuove il direttore del dipartimento entrate del ministero delle Finanze, Massimo Romano. Si era occupato dei presunti abusi commessi da Mediaset per accedere ai benefici fiscali della legge Tremonti del ’94.

Il 18 settembre, mentre tutto il mondo alza la guardia contro il terrorismo dopo l’attentato alle Twin Towers, il ministro dell’interno Scajola ordina con una circolare a prefetti e questori di ridurre di un terzo le scorte e le tutele. Le prime vittime sono magistrati, compresi quelli che sostengono l’accusa al presidente del Consiglio: Bocassini, Colombo, Greco. Senza contare altre decine di giudici e pm impegnati contro la criminalità organizzata e il terrorismo. Borrelli solidarizza con i colleghi e rinuncia alla sua scorta. Nessun parlamentare seguirà il suo esempio.

Il 27 settembre il governo presenta il ddl Frattini sul conflitto d’interessi (che però non scatta nel caso di mera proprietà di un’azienda da parte di un membro del Governo, cioè nel caso di Berlusconi): verrà approvato 3 anni dopo.

Il 28 settembre la Cdl approva la legge delega che di fatto depenalizza il falso in bilancio.

Il 2 ottobre la Cdl approva la legge sulle rogatorie che cestina le prove trasmesse dai giudici stranieri ai loro colleghi italiani.

Il 17 ottobre Berlusconi assegna, dopo mesi di rinvii, le deleghe ai sottosegretari: al Vicinale, Taormina si occuperò di racket e all’usura e di sostegno alle vittime della mafia. Lo stesso Taormina difende diversi boss della mafia, del contrabbando, del narcotraffico, contro i quali lo stesso ministero è parte civile.

Il 19 ottobre, a sorpresa, la VI sezione della Cassazione assolve Berlusconi per le tangenti alla Guardia di Finanza per “insufficienza probatoria”, dopo che in primo e in secondo grado il Vacaliere era stato giudicato colpevole. Confermate tutte le altre condanne, anche quelle ai manager Fininvest Salvatore Sciascia (corruzione) e Massimo Maria Berruti (favoreggiamento).

Il 31 ottobre Berlusconi, intervistato per il nuovo libro di Bruno Vespa, paragona Mani Pulite ad una “guerra civile”.

Il 7 novembre Taormina chiede di incriminare i magistrati che hanno indagato e processato Berlusconi per la Guardia di Finanza.

Il 13 novembre Berlusconi a Granada, ripete al collega spagnolo Aznar che in Italia si è combattuta una guerra civile: l’inchiesta Mani Pulite sarebbe stata studiata dai comunisti e condotta da loro magistrati.

Il 17 novembre Taormina si appella alla Procura di Brescia perché arresti in flagrante i giudici di Milano che processano Berlusconi. L’Ulivo chiede al governo di ritirargli le deleghe e presenta una mozione di sfiducia individuale. Il sottosegretario si dimetterà solo il 4 dicembre, prima di essere sfiduciato dagli stessi alleati Ccd, Lega e An.

Il 29 novembre il Parlamento europeo approva un documento critico sulla legge italiana in materia di rogatorie, che rende “difficili, se non impossibili le rogatorie con la Svizzera per reati quali il riciclaggio di denaro e il contrabbando di armi, stupefacenti e sigarette”.

Il 5 dicembre la maggioranza della Cdl approva al Senato una mozione programmatica sulla giustizia in 12 punti: il preambolo censura le inchieste del pool su Berlusconi e alcune ordinanze del Tribunale di Milano, sempre nei processi a Berlusconi e Previti. Mai, neppure sotto il fascismo, il Parlamento italiano aveva censurato i provvedimenti di un tribunale italiano. La giunta dell’Anm si dimette in blocco, denunciando “la risoluzione in contrasto con il modello di giurisdizione e di assetto dei poteri disegnato dalla Costituzione”.

Il 6 dicembre l’Italia, a Bruxelles, vota da sola contro il “mandato di cattura europeo” (che in realtà è solo una semplificazione delle procedure di estradizione per gli imputati di reati commessi all’estero, decisa anche da vari trattati internazionali sottoscritti dall’Italia) e ne blocca l’approvazione. Il no riguarda 5 dei 32 reati da assoggettare alle nuove regole: la corruzione, la frode, il riciclaggio e gli altri crimini finanziari (compresi quelli di cui Berlusconi deve rispondere in Italia e in Spagna). Protestano gli altri 14 partner europei, soprattutto il Belgio che detiene la presidenza. Bossi replica: “Pare che il prodotto tipico del Belgio sia la pedofilia”, mentre la giustizia europea è una “Forcolandia ex comunista”. Castelli afferma che il mandato di cattura europeo permetterebbe ai giudici europei di arrestare i leghisti perché sfilano con Bossi contro l’immigrazione clandestina, per concludere con: “Non posso svendere il popolo italiano e il popolo padano.” Per Berlusconi il mandato di cattura “mette a rischio le libertà individuali”. Le sue.

L’11 dicembre, al vertice europeo di Laeken, il governo italiano ottiene un compromesso: recepirà l’accordo sul mandato di cattura europeo, ma solo nel 2004 e solo se, annuncia Berlusconi, “il Parlamento Italiano avrà modificato la Costituzione e l’ordinamento giudiziario per renderli compatibili con quelli degli altri Paesi.” Il governo punta a separare le carriere, a sottrarre le procure dalle garanzie di indipendenza dalla politica e ad abolire l’obbligatorietà dell’azione penale (art. 107, 108, 112 della Costituzione). “Queste modifiche ce le impone l’Europa”, allarga le braccia il premier. Ma è vero il contrario. L’accordo recita testualmente: “Per dare esecuzione alla decisione quadro sul mandato di cattura europeo, il governo italiano dovrà avviare le procedure di diritto interno per rendere la decisione compatibile con i principi supremi dell’ordinamento costituzionale.” Dunque modificare le leggi, non la costituzione, anzi, ispirandosi ad essa. Non si capisce poi perché l’Italia debba avvicinarsi a modelli che membri autorevoli del suo governo bollano come “Forcolandia”. Mistero.

Il 15 dicembre, ancora al vertice di Laeken, Berlusconi mette in guardia gli esterrefatti colleghi europei da una non meglio precisata “internazionale giacobina dei magistrati” che minaccerebbe l’intera Europa.

Il 31 dicembre Castelli, sollecitato con “urgenza” dai difensori di Previti, venendo meno ad una prassi consolidata, nega la proroga in Tribunale al giudice Guido Brambille, membro del collegio giudicante del Processo Sme-Ariosto (imputati Berlusconi, Previti, Squillanti e altri) e dispone la sua “immediata presa di possesso” al Tribunale di sorveglianza, dov’è stato trasferito e dove dovrà insediarsi fin dal 2 gennaio 2002. La Corte d’Appello rimedierà “applicando” Brambilla al Tribunale ordinario fino al termine del processo.

Ecco, in sintesi, i primi sei mesi del II Governo Berlusconi. E deve venire ancora il bello.



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"Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata."
(Enrico Berlinguer)

"Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà."
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anzichè chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti."
(Enzo Biagi)

"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni."
(Indro Montanelli, 2001)


"Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti ed ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni."
(Vittorio Foa, 2006)

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perchè lì è nata la nostra Costituzione."
(Piero Calamandrei)

"Quali garanzie offre questo Stato [...] per quanto attiene all'applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro [...] l'abuso di potere, l'ingiustizia? Nessuna. L'impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent'anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito [...] in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi [...] perchè quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino."
(Leonardo Sciascia, 1979, intervista a Marcelle Padovani)

"Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza"
O illusi, credete proprio che la fine del comunismo storico abbia posto fine al bisogno e alla sete di giustizia?
(Norberto Bobbio)

"Chi non conosce la verità è uno sciocco. Ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente"
(Bertold Brecht)


"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola"
(Giovanni Falcone)
"Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe"
(Paolo Borsellino)

"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'omicidio, ordinino un pubblico assassinio"
(Cesare Beccaria)