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Non scrivo praticamente più su questo blog. Mi sono dedicato completamente a www.enricoberlinguer.it e curo la rubrica "Il Rompiballe" su Qualcosa di Sinistra. Questo è il mio blog personale, che ho fondato quando avevo 18 anni e ci sono affezionato. Riflette le mie speranze di allora, su una nuova Sinistra, che recuperasse la lezione di Enrico Berlinguer sulla Questione Morale e sull'austerità e la saldasse con la questione della democrazia incompiuta del nostro Paese. 

Rileggendomi, a distanza di anni, sorrido della mia ingenuità di allora. Per fare buona politica, diceva Piero Calamandrei, c'è bisogno di persone oneste che facciano modestamente il proprio mestiere con passione, rigore e impegno morale. Perché sincerità e coerenza, che possono sembrare ingenuità, alla lunga sono l'unico buon affare.

Se mi seguivate allora e volete leggermi "quotidianamente", mi trovate su facebook o su twitter.

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(Il Cambiamento non arriverà se aspettiamo qualcun'altro o qualche altro momento. Noi siamo quelli che stavamo spettando. Siamo il Cambiamento che cerchiamo.)

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19 ottobre 2010

Puttana tua madre: la Sinistra dell’Insulto

Puttana tua madre”. Quando ho sentito queste parole all’aperitivo in sostegno alla candidatura di Giuliano Pisapia, ieri sera, in Corso Garibaldi, sinceramente pensavo ad uno scherzo. La prima reazione dei presenti è stata: “Ma chi erano quei barboni?

È presto detto: la donna si chiama Maria Luisa Mello, una che due anni fa mi contattò perché voleva la mia firma in calce ad un documento politico, dato il successo che avevo (e che ho) con questo blog. Una che per due anni mi ha riempito di elogi e mi ha sempre reputato molto intelligente, ma, da buona dalemiana, “reputa intelligente solo chi la pensa come me”.

E quindi è bastato che lei non fosse d’accordo con quanto scritto nel mio articolo di sabato “Veronesi e l’inesistente sicurezza nucleare” per scatenare una sequela di insulti e ingiurie gratuite verso la mia persona, essendo lei incapace di smentire anche solo una virgola di quello che ho scritto.

Perché si usa così a Sinistra, ultimamente: se uno ha torto, pensa che insultando l’altro o alzando la voce gli arrivi la ragione. Un comportamento tipicamente berlusconiano, ma oramai la Sinistra si è ampiamente berlusconizzata e nemmeno se n’è accorta.

Poiché sono parecchio documentato sull’argomento nucleare (mi ero iscritto a ingegneria proprio perché volevo specializzarmi in quello), ma non ho la pretesa di essere un esperto, mi sono limitato a porre delle questioni e a citare dati/studi di gente che sicuramente ne sa più di me e di certi miei interlocutori dall’insulto facile. In particolare, consiglio a chiunque incontro la lettura del libro “Energia per l’Astronave Terra”, di Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani, che ha vinto il premio Galileo 2009 per la divulgazione scientifica, un libro che non è affatto contro il nucleare (così come io spiegavo nella mia apertura d’articolo), ma che spiega perché sul lungo periodo si rivela una scelta onerosa economicamente e energicamente insoddisfacente.

Ebbene, non potendo smentire i dati che le fornivo in aggiunta a quelli che avevo pubblicato, questa signora, che si vanta di una laurea in fisica 110 e lode presa una trentina d’anni fa a Napoli, ha pensato bene di cominciare prima ad insinuare che mi fossi comprato il diploma (mi sono diplomato con il massimo dei voti nel liceo classico più prestigioso della città con una tesina sulla Questione Morale), poi che sarei un lavativo e uno stupido perché ho cambiato facoltà  (da ingegneria a scienze politiche) e che lei avrebbe ragione a prescindere perché ha 32 anni più di me.

Come se il torto o la ragione dipendessero dal numero di primavere che uno ha alle spalle.

Preciso che se ho cambiato facoltà dopo un anno, non era perché non avevo passato nemmeno un esame (ho passato i più difficili e importanti, analisi 1 e 2), ma perché ho realizzato che non mi sarebbe piaciuto fare l’ingegnere nella vita. Meglio cambiare subito, a mio avviso, anziché fare come questa Mello che si vanta della sua laurea, ma si occupa ora di spettacoli teatrali (e quindi capite bene quali inesistenti competenze in più di Armaroli e di Balzani possa avere).

Ovviamente, per averglielo fatto notare, mi sono preso finanche dell’insolente (reato di lesa maestà, lo ammetto), dell’incivile e del maleducato. E la signora, capendo anche lei quanto fragili fossero le sue accuse, ha pensato bene di cancellare dal mio profilo fb tutti i suoi commenti in cui mi insultava. E quando gliel’ho fatto notare, ha risposto: “tu invece tienili tutti, cosi' si vede quanto sei acidello e maleducato; cosi' acidello a 21 anni, che sarai a 30?

Fortuna che è arrivata la voce della verità, Annamaria Cutrignelli, una signora (in tutti i sensi) di Bari che mi conosce e mi segue da 3 anni e le ha risposto: “di Pierpaolo non si può assolutamente asserire che sia maleducato. non è il numero di primavere che rende maturi, ma la capacità di criticità e rispetto. anche la capacità di cambiare o di riconoscere errori è intelligenza e maturità”

Intelligenza e maturità. Due cose che Maria Luisa Mello ha dimostrato di non avere. Difatti, dopo aver rinnovato ingiurie e insulti, mi sono stancato e l’ho apostrofata in uno status in cui definivo genericamente quelle come lei “macchiette attempate” patetiche e peripatetiche, giocando sul significato ambiguo di quest’ultimo termine che deriva dal greco perì+pateo, che letteralmente significa “girare intorno”, ovvero quello che ha fatto la Mello, insultandomi anziché argomentare (giusto perché mi sono comprato il diploma).

La signora 110 e lode non deve conoscere il greco antico, così sarà andata sul dizionario e ha scoperto che peripatetica, in italiano alto, è un sinonimo di prostituta, e così in privato mi ha diffidato dal contattarla più (ma se era lei ad essere venuta sul mio profilo fb???), mi ha bloccato su fb, in modo che non potessi replicare, e ieri sera ha pensato bene di venirmi ad insultare di persona, non tanto me, quanto mia madre.

Accompagnata dal marito, un altro galantuomo che, dando della puttana a mia madre, pensava forse di dimostrare chissà quale virilità (e forse agli occhi della moglie ci è riuscito; di fronte agli altri ha fatto solo la figura del “barbone”, come ha detto una signora là vicino), ha deciso di venirsi a presentare (infatti mai l’avevo vista dal vivo), ma non si è fermata, è subito scappata, stile terrorista, che lancia la bomba e fugge.

Peccato. Avrei voluto esprimerle la mia compassione nei confronti suoi e del marito, che si credono superiori agli altri perché muniti di laurea e di portafoglio saldamente ancorato a destra, ma che in realtà sono e rimangono dei poveracci, privi di argomenti e buoni solo ad insultare. E
fortuna che questa si deve occupare di cultura, ora capite perché a Milano la cultura non esiste, tanto meno quella di Sinistra: è in mano a personaggi del genere.


Se questa è la Sinistra, povera Italia: meglio il berlusconismo originale, che quello di sinistra. Quest’ultimo lo trovo come una forma di stupro e di offesa alla memoria dei vari Gramsci, Turati, Pertini e Berlinguer, che mai avrebbero pensato che la Sinistra potesse cadere così in basso.

Mai infatti, nel PCI, un dirigente più anziano avrebbe detto ad un giovane “non capisci nulla di politica” solo sulla base della sua età, ma gli avrebbe detto “sbagli per questo e quest’altro motivo”, senza mai insultare e avendo profondo rispetto del suo interlocutore.

È una questione di stile: questi signori certamente non ce l’hanno. E se la Sinistra vuole tornare a vincere, una cosa deve fare: rottamare questa gente. E al più presto.

 

O la Sinistra, in questo Paese, scompare per davvero.




16 ottobre 2010

Veronesi e l'inesistente sicurezza nucleare

Pensi "Veronesi" e ti viene in mente una sola cosa: lotta ai tumori. Ti viene naturale, come quando pensi "Muti" e lo associ alla Scala o Giò Ponti al Pirellone. Eppure la decisione dell'ottantenne senatore democratico e oncologo di fama internazionale di presiedere l'Agenzia per la Sicurezza Nucleare, questo fantomatico organo governativo che dovrebbe evitare rischi per la salute dei cittadini, mette in crisi le nostre certezze.

Principalmente perchè Veronesi non può prestare il suo nome e la sua storia ad uno scempio com'è quello del dannoso, anti-economico e soprattutto anti-energetico ritorno al nucleare in Italia. Che, come dimostrano svariati studi internazionali, può essere tutto, tranne che sicuro per la salute dei cittadini.

Intendiamoci: chi scrive non è nella maniera più assoluta contro il nucleare, MA, vivendo in un sistema capitalista, mi limito semplicemente a fare una semplice analisi costi/benefici, anche valutando i dati economici e scientifici attualmente a disposizione. Che dimostrano una sola cosa: stiamo buttando via una marea di soldi pubblici, sin dal giorno in cui decidemmo di rinunciare a questo benedetto nucleare.

 

Non accetto però lezioni di morale da nessuno: contro il Nucleare, dopo Cernobyl, in Italia c’erano tutti, dalla destra di Giorgio Almirante ai socialisti di Craxi e ai comunisti di Natta. Persino la Dc sui tre quesiti referendari invitò a votare due sì e un no. Ed eravamo davanti alla Francia e subito dopo USA e Germania nella classifica internazionale e potevamo contare su un capitale umano e scientifico di 2500 tra ingegneri e tecnici specializzati.

 

Dati alla mano, abbandonare il nucleare ci è costato 20 miliardi di euro, 340 ad italiano: una cifra enorme che, con un’inesistente politica energetica decente che riducesse il nostro peso dai
combustibili fossili, ci ha portato all’insostenibile situazione attuale.

 

Che non è delle più rosee nemmeno per la rinascita del nucleare in Italia, visto che le uniche due facoltà che sfornano col contagoccie ingegneri nucleari sono il Politecnico di Torino e quello di Milano (e per giunta come laurea specialistica).

 

Eppure, quando sento qualcuno come Veronesi dire che "i nuovi reattori sono bellissimi, potenti e non c'è alcun dubbio sulla loro sicurezza", mi chiedo se sia stupido o sia semplicemente in mala fede. Perchè i reattori che arriveranno in Italia sono gli stessi che l'americana CEG (Constellation Energy Group) ha rispedito alla francese EDF perchè troppo costosi e con poche garanzie sul loro funzionamento e la loro sicurezza. Le quotazioni della CEG, che poteva contare su un fondo statale di 7,5 miliardi di dollari, sono salite alle stelle, mentre quelle dell'EDF sono drammaticamente sotto terra, come tutta l'industria nucleare francese, che noi invece stiamo aiutando a tenere a galla.

 

Il fantomatico nucleare di quarta generazione o G4, quella che molti come Veronesi considerano la panacea di tutti i mali energetici del mondo, attualmente è oggetto di un protocollo di  collaborazione internazione fra 13 Stati e che impianti del genere potranno  essere eventualmente costruiti tra non meno di 25 anni. Oggi si sta lavorando a ben 6 progetti G4, la cui fattibilità  economica e tecnologica è ben lungi dall’essere dimostrata, che si propongono tutti sostanzialmente di:

1)      aumentare la resa di conversione elettrica degli impianti, che attualmente è sotto il 30%;

2)      aumentare la sicurezza degli impianti, evitando che vengano usati per scopi militari;

3)      rendere il ciclo economico competitivo in termini economici con le fonti tradizionali o rinnovabili;

Tre obiettivi ambiziosi, ma assolutamente difficili da coniugare, se non altro perché solo per realizzare il punto 1) gli impianti G4 dovrebbero lavorare a temperature tra i 500 e i 1000 °C (oggi siamo attorno ai 300), cosa che richiederebbe materiali resistentissimi alle alte temperature e alle radiazioni (quindi molto costosi, con impossibilità di soddisfare il punto 3); quattro di questi progetti stanno lavorando al “riprocessamento del combustibile esausto”, il quale è economicamente dispendioso e produce plutonio, che rischia però di compromettere i punti 2) e 3).

 

Uno dei fattori critici fondamentali poi dell’energia nucleare è la disponibilità di uranio, limitata a non più di 50 anni con le attuali tecnologie e livelli di consumo. Tra i primi 15 detentori di uranio non vi è un solo paese europeo e ciò smentisce oggettivamente ogni proclamata auto-sufficienza dall’estero, senza contare che dal 2002 al 2007 il prezzo dell’uranio è cresciuto di 7 volte. In più, la distribuzione nei consumi energetici finali europei è la seguente: 23% elettricità; 77% combustibili. Il che significa che anche a totale nuclearizzazione, riusciremmo a soddisfare solo un quarto del nostro fabbisogno energetico.

 

Sarà un caso, ma l’Australia (che è l’unica economia del mondo non in recessione) è il primo paese detentore di uranio al mondo, ma non ha centrali nucleari: preferisce rivendere all’estero e investire sulle energie alternative.

 

Il perchè è presto detto: il Sole invia sulla terra ogni ora 400 milioni di miliardi di joule, pari all’energia che l’intera umanità consuma in un anno. La posizione centrale dell’Italia, “paese del Sole”, consente inoltre a Roma di avere circa il 60% di energia solare in più rispetto a Londra. Per soddisfare il fabbisogno elettrico europeo con pannelli fotovoltaici sarebbe sufficiente coprire mediamente lo 0,6% della superficie dei vari Stati. Per l’Italia si tratterebbe di un’area estesa quanto la provincia di Piacenza (2400 km², 0,8% del territorio).

 

Immaginate voi se si continuasse su questa strada, quali e quanti scenari ad impatto zero potrebbero aprirsi; basta pensare che fino a 20 anni fa se aveste detto a qualcuno che in una scatolina ci sarebbero stati 1 TB di disco fisso, vi avrebbe riso in faccia. Ma oggi è realtà.

 

Bisogna capire ora perchè Veronesi, che ha combatutto i tumori per tutta la vita, si cimenti a fare da parafulmine al governo su una questione che ci rende di fatto schiavi energeticamente di chi detiene l'uranio e di chi detiene la tecnologia nucleare. E che soprattutto è scientificamente provato che non risolve il nostro problema di approvvigionamento energetico e provoca tumori anche quando funziona normalmente.

 

L'unica sicurezza, qui, è che Veronesi ha perso di vista quello che ha sempre fatto nella vita, ovvero curare tumori. Il perchè, chissà se un giorno vorrà VERAMENTE spiegarcelo.



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"Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata."
(Enrico Berlinguer)

"Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà."
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anzichè chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti."
(Enzo Biagi)

"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni."
(Indro Montanelli, 2001)


"Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti ed ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni."
(Vittorio Foa, 2006)

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perchè lì è nata la nostra Costituzione."
(Piero Calamandrei)

"Quali garanzie offre questo Stato [...] per quanto attiene all'applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro [...] l'abuso di potere, l'ingiustizia? Nessuna. L'impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent'anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito [...] in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi [...] perchè quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino."
(Leonardo Sciascia, 1979, intervista a Marcelle Padovani)

"Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza"
O illusi, credete proprio che la fine del comunismo storico abbia posto fine al bisogno e alla sete di giustizia?
(Norberto Bobbio)

"Chi non conosce la verità è uno sciocco. Ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente"
(Bertold Brecht)


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(Giovanni Falcone)
"Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe"
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"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'omicidio, ordinino un pubblico assassinio"
(Cesare Beccaria)