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Non scrivo praticamente più su questo blog. Mi sono dedicato completamente a www.enricoberlinguer.it e curo la rubrica "Il Rompiballe" su Qualcosa di Sinistra. Questo è il mio blog personale, che ho fondato quando avevo 18 anni e ci sono affezionato. Riflette le mie speranze di allora, su una nuova Sinistra, che recuperasse la lezione di Enrico Berlinguer sulla Questione Morale e sull'austerità e la saldasse con la questione della democrazia incompiuta del nostro Paese. 

Rileggendomi, a distanza di anni, sorrido della mia ingenuità di allora. Per fare buona politica, diceva Piero Calamandrei, c'è bisogno di persone oneste che facciano modestamente il proprio mestiere con passione, rigore e impegno morale. Perché sincerità e coerenza, che possono sembrare ingenuità, alla lunga sono l'unico buon affare.

Se mi seguivate allora e volete leggermi "quotidianamente", mi trovate su facebook o su twitter.

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(Il Cambiamento non arriverà se aspettiamo qualcun'altro o qualche altro momento. Noi siamo quelli che stavamo spettando. Siamo il Cambiamento che cerchiamo.)

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26 dicembre 2011

Su Bocca, grande italiano non perfetto

Dispiaceun po' riprendere a scrivere su questo blog in occasione di un così tristeavvenimento, ovvero la scomparsa di Giorgio Bocca, proprio il giorno di Natale.

Mimancheranno i suoi articoli sull'Espresso, le sue analisi così spietate e duresull'Italia che gli hanno valso negli anni il soprannome di"anti-italiano", a cui aveva persino dato il nome della sua rubrica.

Avendochiuso proprio il 24 dicembre Qualcosa di Sinistra, non abbiamo potutodedicargli un epitaffio adeguato, visto che figurava tra i nostri punti diriferimento. Cerco di farlo qui, anche alla luce del diluvio di critiche chesono giunte da più parti per la decisione sulla fanpage di QdS e di EnricoBerlinguer di ricordarlo.

Razzista,antimeridionalista e omofobo, questo sarebbe stato Giorgio Bocca. Quale dunquela sua colpa? Aver odiato quel Sud delle clientele e del malaffare, quello delfamilismo amorale che tanti morti ha lasciato per strada (morti come PeppinoImpastato, Carlo Alberto Dalla Chiesa, i giudici Rocco Chinnici, Falcone,Borsellino e tanti altri che per brevità non sto qui a ricordare)?

Omofobo?Sì, si è dichiarato anche un po' tale una volta, parlando in termini nonproprio eleganti di Pier Paolo Pasolini, che non gli piaceva. Degustibus, dico io, a me Pasolini piace tantissimo, lo considero tutt'ora ungenio e in quanto tale non è paragonabile a Bocca, proprio perché Bocca facevail giornalista, tutt'altro mestiere da quello di Pasolini, che era un artista,nel senso più puro e completo della parola.

Noncondividevo a volte certe esternazioni di Bocca, come ad esempio quando dissein tv l'anno scorso che in Italia c'erano i comunisti perché qualcunogliel'aveva detto (una cosa che andò a smentire addirittura se stesso di unaventina d'anni prima, ma vabbè).

Questo però non significa dire che è un bene che sia morto, come ha fattoqualcuno sulla bacheca dei commenti della fanpage di Berlinguer. Anzi, commentidel genere mi fanno venire il voltastomaco. Da metà milanese e metà napoletano chesono, appenderei a testa in giù tutti quelli che a varie altitudini affermanoche "va tutto bene, madama la marchesa", salvo poi addossare le colpedei propri mali a chi abita qualche centinaio di chilometri più in su o più ingiù. 

Horibrezzo (e mi fanno anche un po' pena) quei compagni che smettono la casaccadell'internazionalismo per vestire i panni di improbabili leghisti del Sud,pronti a difendere l'orgoglio napoletano o quel che è. Un po' come dire che io,nato a Milano, debba difendere a tutti i costi le scempiaggini, a partire dallecolate di cemento, in nome di non si sa bene quale appartenenza. Buttareall'aria i miei ideali per un panzerotto di Luini, per dire.

Siamo sempre al solito punto, in quelli che chiamiamo"nemici" i più piccoli difetti diventano peccati mortali, mentre inquelli che definiamo "amici" quegli stessi difetti diventanoincredibili virtù. Mi dispiace, io non ho santini (ne ho da dire pure suBerlinguer e ne ho dette), soprattutto non mi piace sparare a zero su personeche hanno lottato per tutta una vita difendendo le proprie idee, anche setalvolta non le condividevo.

I detrattori di Bocca, come immersi in una sorta digesuitismo da tardo '600 (molto comune tra gli Italiani), si soffermano suidettagli, senza guardare al personaggio in generale: sono sempre ansiosi dietichettare qualcosa o qualcuno per il semplice gusto di dimostrare all'uomomedio di saperla conoscere meglio di lui. 

Chiudo, ricordando che nel 2003, quando cominciava aprendere piede con Fassino la triste moda del sostenere che "Craxi è più moderno di Berlinguer",Giorgio Bocca fu l'unico dalle colonne dell'Espresso a difenderel'ex-segretario del PCI. E pure quando fu in vita, lui, Biagi e Montanelliscrissero sul satrapo garofanato le pagine più dure e velenose della storia delgiornalismo italiano. 

In una recente intervista, al riguardo, Bocca rispondevaalla domanda sul perché Craxi fosse così amato da Destra a Sinistra in questomodo: "Craxi piace tanto aquesta destra e a questa sinistra per due motivi: intanto perché era uncorrotto, e poi perché, con l’idea della Repubblica presidenziale, ha datoun’ideologia alla democrazia autoritaria che questi selvaggi di oggi inseguonoma non riescono nemmeno a teorizzare. Questa democrazia malata la dobbiamo purea questa sinistra alla D’Alema che collabora da 15 anni con Berlusconi. Hannocapito che, se non partecipano in qualche modo alla sua greppia, non campanopiù."

Ecco, io non sono per natura un gesuita, quindi preferisco guardare all'uomo in generale. E in generale, Giorgio Bocca è stato un grande italiano, non perfetto per carità, ma grande. Giornalista e partigiano fino in fondo, mai servo di nessuno. Questo mi basta per commemorarlo.



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"Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata."
(Enrico Berlinguer)

"Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà."
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anzichè chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti."
(Enzo Biagi)

"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni."
(Indro Montanelli, 2001)


"Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti ed ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni."
(Vittorio Foa, 2006)

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perchè lì è nata la nostra Costituzione."
(Piero Calamandrei)

"Quali garanzie offre questo Stato [...] per quanto attiene all'applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro [...] l'abuso di potere, l'ingiustizia? Nessuna. L'impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent'anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito [...] in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi [...] perchè quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino."
(Leonardo Sciascia, 1979, intervista a Marcelle Padovani)

"Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza"
O illusi, credete proprio che la fine del comunismo storico abbia posto fine al bisogno e alla sete di giustizia?
(Norberto Bobbio)

"Chi non conosce la verità è uno sciocco. Ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente"
(Bertold Brecht)


"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola"
(Giovanni Falcone)
"Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe"
(Paolo Borsellino)

"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'omicidio, ordinino un pubblico assassinio"
(Cesare Beccaria)