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Non scrivo praticamente più su questo blog. Mi sono dedicato completamente a www.enricoberlinguer.it e curo la rubrica "Il Rompiballe" su Qualcosa di Sinistra. Questo è il mio blog personale, che ho fondato quando avevo 18 anni e ci sono affezionato. Riflette le mie speranze di allora, su una nuova Sinistra, che recuperasse la lezione di Enrico Berlinguer sulla Questione Morale e sull'austerità e la saldasse con la questione della democrazia incompiuta del nostro Paese. 

Rileggendomi, a distanza di anni, sorrido della mia ingenuità di allora. Per fare buona politica, diceva Piero Calamandrei, c'è bisogno di persone oneste che facciano modestamente il proprio mestiere con passione, rigore e impegno morale. Perché sincerità e coerenza, che possono sembrare ingenuità, alla lunga sono l'unico buon affare.

Se mi seguivate allora e volete leggermi "quotidianamente", mi trovate su facebook o su twitter.

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(Il Cambiamento non arriverà se aspettiamo qualcun'altro o qualche altro momento. Noi siamo quelli che stavamo spettando. Siamo il Cambiamento che cerchiamo.)

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23 marzo 2008

Il Delirio di Lombardo

                   

Vi confido che oggi volevo mantenere un profilo basso, è Pasqua, mi sono detto, perché demolire come tutti i giorni Berlusconi?

E infatti oggi, nonostante ci sia molto da discutere delle scorrettezze del Cavaliere, dalla volontà di abolire la par condicio (così può usare al 100% il potenziale del suo Monopolio Televisivo Incostituzionale) fino all’uso stesso della Par Condicio per sfuggire come fanno i conigli di fronte alla volpe (vi ricordate quando Prodi era propenso a non accettare? Tutti a dargli del coniglio, mi chiedo però perché ora Berlusconi se la svigni, visto che la Par Condicio non gli vieta di confrontarsi su un canale come quello di SkyTg24), voglio parlare di Raffaele Lombardo, il candidato presidente della Sicilia, fondatore del Movimento per l’Autonomia ed ex-democristiano doc.

Oggi sul Corriere della Sera c’era una sua bella intervista a pagina 13, un vero e proprio delirio che, devo ammetterlo, è paragonabile solo ai deliri del Cavaliere sulle toghe rosse o sul Giustizialismo (che, lo ricordo, non è il contrario di garantismo, ma è sinonimo di reazionario, conservatore).

Infimo replicante di Umberto Bossi, questa figura si accinge a sostituire Cuffaro alla Regione Sicilia: dico infimo, perché almeno Umberto Bossi qualcosa da rivendicare all’inizio della sua carriera politica ce l’aveva, anche se ora non più. Di fatto questo signore, ricordando vagamente qualche nobile leghista di razza verde, ha affermato che Garibaldi ha portato sottosviluppo e provocato un genocidio: volevo ricordare al signor Raffaele Lombardo che non ha governato il signor Garibaldi in Sicilia, bensì la Democrazia Cristiana fino al 1992 e da quell’anno in poi il centro-destra: trovi i responsabili del sottosviluppo tra le sue fila.

Lombardo ha anche affermato: “I Siciliani non sono fessi”. Appunto, sono furbi, che è diverso.

Scusatemi, ma se voi potete contare su una persona che vi assume i vostri figli e magari anche vostra suocera che così si leva di torno a casa per tutto il giorno, voi il voto non glielo dareste? Ovvio che glielo date, a patto però che si porti via vostra suocera. Se prima infatti si poteva contare sul Partito Monarchico (definizione sua) di Berlusconi, ora abbiamo il Movimento per la Pubblica Amministrazione, che a differenza di quello del Cavaliere che fa a capo ad un’azienda privata, la Fininvest, questo conta su tutte le aziende pubbliche.

Esempio? La provincia di Catania amministrata fino a qualche giorno fa da Lombardo: nel corso di 3 anni ha assunto 500 persone nella Publiservizi, una società a capitale privato controllata però dal pubblico. E in questo modo i voti arrivano, tanto che alle ultime regionali l’MPA ha ricevuto il 13% dei consensi. Chissà quante suocere lavorano alla Provincia di Catania oggi.

Ma la cosa più comica è stata: “La vera fonte di corruzione in Sicilia è questa legge elettorale, conosco gente che ha pagato migliaia di euro per fare i capolista.”

Curioso: oltre ad essere la ricetta opposta a quella di Brunetta, che ad AnnoZero aveva annunciato che se il Pdl avrebbe vinto le elezioni avrebbe esteso il Porcellum anche a livello locale, va ricordato che i capilista in Sicilia dei suoi alleati sono due, Fini e Berlusconi. Nessuno forse lo aveva avvisato.

Come però Umberto Bossi (il mio mito, ha detto) è fissato con il federalismo perché vuole fare della Padania la nuova California europea, così Lombardo ha un pallino fisso, l’apoteosi del clientelismo: Il Ponte sullo Stretto di Messina, quella mastodontica opera pubblica a cui tutti i partiti erano favorevoli perché produceva lavoro, tanto per la mafia quanto per gli elettori, cosa che garantiva voti, e tanti.

Secondo Lombardo, “La Sicilia non sarà mai veramente italiana senza il ponte sullo Stretto”: strano, i Romani riuscivano ad amministrarla benissimo anche senza.

Il problema del Ponte sullo Stretto non è di tipo corporativo, nel senso, nessuno qui vuole difendere i traghettatori che andrebbero in rovina: il problema è di tipo economico-geologico, perché, oltre ad essere costato miliardi di euro senza che fosse mai posata una pietra in 30 anni (il progetto fu varato dal Governo Andreotti), il Ponte rischia di crollare dopo una decina d’anni, in quanto la Sicilia si sposta di 2 cm all’anno verso l’Africa per via dello spostamento delle zolle!!! Lo fa di gomma questo ponte, per evitare che crolli?

Lasciamo perdere l’impatto ambientale, che devasterebbe non solo il fondale marino e costringerebbe molte persone a sbaraccare (eh, già, ci sono interi quartieri da abbattere per fare questo ponte), lasciamo perdere anche il dissenso dei cittadini (il 78% non lo vuole), ma pensiamo ad un errore tecnico: il Ponte verrebbe costruito vicino al Porto.

“E che c’entra?”, direte voi. C’entra eccome, eccome se c’entra: infatti se il Ponte viene costruito troppo alto rischia di crollare, se troppo in basso non passano più le navi dirette dal porto, che si ritroverebbero a dover circumnavigare l’Isola per via del Ponte. Risultato: crisi del commercio via mare.

Ultima chicca, non meno importante: Lombardo ha detto di voler sostenere i magistrati anti-mafia, anche se sa che lo attaccheranno quasi subito; profetico? Chissà. Speriamo non vada a festeggiare con i cannoli all’indomani di qualche condanna (“Cuffaro è un uomo generoso e ingenuo”, ha affermato)

Nell’intervista è anche sottolineato come Lombardo sia un medico specializzato in psichiatria, con una tesi su “Costruzione di figure deliranti”: deve esserne stato talmente preso che ora delira in continuazione.

Povera Sicilia. Povera Italia!



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"Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata."
(Enrico Berlinguer)

"Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà."
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anzichè chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti."
(Enzo Biagi)

"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni."
(Indro Montanelli, 2001)


"Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti ed ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni."
(Vittorio Foa, 2006)

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perchè lì è nata la nostra Costituzione."
(Piero Calamandrei)

"Quali garanzie offre questo Stato [...] per quanto attiene all'applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro [...] l'abuso di potere, l'ingiustizia? Nessuna. L'impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent'anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito [...] in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi [...] perchè quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino."
(Leonardo Sciascia, 1979, intervista a Marcelle Padovani)

"Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza"
O illusi, credete proprio che la fine del comunismo storico abbia posto fine al bisogno e alla sete di giustizia?
(Norberto Bobbio)

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(Giovanni Falcone)
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(Paolo Borsellino)

"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'omicidio, ordinino un pubblico assassinio"
(Cesare Beccaria)