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Non scrivo praticamente più su questo blog. Mi sono dedicato completamente a www.enricoberlinguer.it e curo la rubrica "Il Rompiballe" su Qualcosa di Sinistra. Questo è il mio blog personale, che ho fondato quando avevo 18 anni e ci sono affezionato. Riflette le mie speranze di allora, su una nuova Sinistra, che recuperasse la lezione di Enrico Berlinguer sulla Questione Morale e sull'austerità e la saldasse con la questione della democrazia incompiuta del nostro Paese. 

Rileggendomi, a distanza di anni, sorrido della mia ingenuità di allora. Per fare buona politica, diceva Piero Calamandrei, c'è bisogno di persone oneste che facciano modestamente il proprio mestiere con passione, rigore e impegno morale. Perché sincerità e coerenza, che possono sembrare ingenuità, alla lunga sono l'unico buon affare.

Se mi seguivate allora e volete leggermi "quotidianamente", mi trovate su facebook o su twitter.

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(Il Cambiamento non arriverà se aspettiamo qualcun'altro o qualche altro momento. Noi siamo quelli che stavamo spettando. Siamo il Cambiamento che cerchiamo.)

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14 aprile 2009

Quando un popolo si addormenta

Oggi mi è capitato tra le mani uno dei tanti articoli che mi servono per creare il più grande archivio esistente su Enrico Berlinguer in rete (http://www.enricoberlinguer.it), un ricordo di Gaetano Arfè, che rievoca un convegno sulla gioventù tenutosi a Napoli nel 1952, che aveva per titolo "Quando un popolo si desta".

Il senso era che un popolo informato, preparato e ben sveglio e attento a vigilare sulla sua classe dirigente, cosciente della sua forza, è inarrestabile. Questo vale soprattutto per i giovani, che sono il motore di ogni società. A questo proposito ricordo una frase di Enrico: "Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia".

Non mi soffermo sull'attualità e l'incontrovertibilità di questa frase, piuttosto vorrei applicarla all'Italia berlusconizzata d'oggi: è un fatto che ai giovani sia impedito oggi di prendere parte liberamente alla vita e alla storia di questo Paese. E per libero non intendo quella libertà di decidere di farlo, bensì quella libertà dall'incasellamento da parte dei ceti dominanti in questa o quella posizione, seguendo logiche perverse di cooptazione che inaridiscono ogni passione.

Si impedisce la formazione, e quindi l'indipendenza dai ceti dominanti, dei giovani, di modo che lo status quo sia sempre garantito e perpetuato all'infinito: una piramide sociale, ai cui vertici domina l'egoismo esoso di gruppi ultraprivilegiati che non vogliono mollare un'oncia delle proprie ricchezze, mentre alla base si moltiplicano le moltitudini di sfruttati, di diseredati, di cittadini che non hanno nemmeno un lavoro.

I giovani vedono i propri genitori, condannati ad una vita di stenti, e non vogliono rimanere intrappolati in quel gradino della piramide fondata sul privilegio e sull'ingiustizia, vogliono scalare la vetta, e per farlo ci sono due strade: una difficile, tutta in salita, che comporta sacrifici e sudore, l'altra completamente spianata e in discesa.

La prima ovviamente è quella di perseguire, tra mille difficoltà, un modello di vita fondato sul sapere e la giustizia, la seconda invece è l'opposto, e consiste nell'asservimento a quei ceti dominanti.

Quanta gente preferirebbe fare soldi facili andando al Grande Fratello, piuttosto che sudarsi per cinque anni la laurea? Una laurea che ti condanna comunque a rimanere molte volte intrappolato nella stessa condizione economica e sociale di partenza, grazie a governi impegnati a difendere i potenti dai non potenti che viceversa.

Quindi cosa importa se i diritti, conquistati con il sangue di milioni di persone, vengono lentamente sottratti al popolo che da sovrano diventa schiavo, quando posso anche solo per un attimo far parte di quel fantasmagorico mondo del successo, della notorietà, del potere?

Sono molti i giovani che, di fronte alla mia indignazione per un Berlusconi che sta dov'è solo perchè iscritto ad una loggia massonica anti-democratica e culo e camicia con Bottino Craxi, mi dicono che loro lo stimano, perchè loro al suo posto avrebbero fatto lo stesso.

A Ballarò stasera hanno intervistato una signora, che diceva: "Io ho fiducia in Berlusconi, perchè è straricco e non ha bisogno di levare alla povera gente. Certo, si fa le leggi per i fatti suoi, ma è normale, chi non lo farebbe?"

Penso che nell'Italia pre-berlusconiana un'affermazione del genere sarebbe stata eversiva, se non indecente, che avrebbe subito una forte condanna morale da parte della società. Oggi non è più così, grazie anche ad una Sinistra sempre più salottiera e recintata nei Palazzi del Potere.

Una Sinistra più colpevole di altri, perchè ha contribuito all'addormentamento di un popolo che un tempo, di fronte a svolte autoritarie del genere, avrebbe reagito come un sol uomo per difendere i propri diritti e la propria libertà, rischiando la galera e la vita.

Se il popolo si addormenta, la democrazia si sgretola.

Italiani, svegliamoci!



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"Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata."
(Enrico Berlinguer)

"Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà."
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anzichè chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti."
(Enzo Biagi)

"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni."
(Indro Montanelli, 2001)


"Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti ed ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni."
(Vittorio Foa, 2006)

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perchè lì è nata la nostra Costituzione."
(Piero Calamandrei)

"Quali garanzie offre questo Stato [...] per quanto attiene all'applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro [...] l'abuso di potere, l'ingiustizia? Nessuna. L'impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent'anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito [...] in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi [...] perchè quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino."
(Leonardo Sciascia, 1979, intervista a Marcelle Padovani)

"Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza"
O illusi, credete proprio che la fine del comunismo storico abbia posto fine al bisogno e alla sete di giustizia?
(Norberto Bobbio)

"Chi non conosce la verità è uno sciocco. Ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente"
(Bertold Brecht)


"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola"
(Giovanni Falcone)
"Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe"
(Paolo Borsellino)

"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'omicidio, ordinino un pubblico assassinio"
(Cesare Beccaria)