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Non scrivo praticamente più su questo blog. Mi sono dedicato completamente a www.enricoberlinguer.it e curo la rubrica "Il Rompiballe" su Qualcosa di Sinistra. Questo è il mio blog personale, che ho fondato quando avevo 18 anni e ci sono affezionato. Riflette le mie speranze di allora, su una nuova Sinistra, che recuperasse la lezione di Enrico Berlinguer sulla Questione Morale e sull'austerità e la saldasse con la questione della democrazia incompiuta del nostro Paese. 

Rileggendomi, a distanza di anni, sorrido della mia ingenuità di allora. Per fare buona politica, diceva Piero Calamandrei, c'è bisogno di persone oneste che facciano modestamente il proprio mestiere con passione, rigore e impegno morale. Perché sincerità e coerenza, che possono sembrare ingenuità, alla lunga sono l'unico buon affare.

Se mi seguivate allora e volete leggermi "quotidianamente", mi trovate su facebook o su twitter.

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(Il Cambiamento non arriverà se aspettiamo qualcun'altro o qualche altro momento. Noi siamo quelli che stavamo spettando. Siamo il Cambiamento che cerchiamo.)

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2 settembre 2009

Il Bigotto Libertino

Stasera mi sono parecchio stupito del fatto che, con mesi di ritardo, il nostro Presidente del Consiglio abbia deciso di querelare addirittura interi numeri dell'Unità, considerati offensivi della sua dignità.

El Paìs parla di "Censura Preventiva" e fa inquietanti paragoni con il Fascismo e il Duce, che chiuse i giornali d'opposizione e fece fuori direttamente tutti gli oppositori. Un paragone che forse risulta azzeccato, se non fosse che il Duce si era veramente fatto da solo: Berlusconi invece lo ha fatto, politicamente parlando, Bettino Craxi.

Del resto, ci aveva avvertito Tremonti un mesetto fa, quando si parlava dell'imminente 25 luglio del Cavaliere ad una platea di alti prelati: "Voi non sapete come reagirà la Bestia", che nel gergo evangelico configura il demonio.

Ebbene, la Bestia, che fino a qualche mesetto fa tutti i commentatori politici incoronavano già Imperatore d'Italia, è sotto assedio, e rischia di morire non tanto per fame e per sete, piuttosto per egocentrismo: la convinzione di essere il più amato e il più grande di tutti sta vacillando addirittura tra i suoi sostenitori, che comprendono benissimo che, finito lui, finito il partito e il governo, ma non ne sopportano più gli atteggiamenti.

'O Pezzient' Sagliuto, come lo chiamano a Napoli, ha un potere enorme sui media, cosa che di per sè è fondamentale per mantenere saldo il consenso in un Paese dove il 69% degli Italiani forma la sua opinione con il tubo catodico.

Del resto, con un'opposizione ridotta a meno di un fantasma (i fantasmi qualche rumorio lo fanno, una candela che si spegne senza vento, una porta che si apre, il rumore delle catene), chi poteva qualche mese fa pensare che la Bestia sarebbe stata colpita da una perdita di credibilità internazionale?

La Bestia però aveva fatto i conti senza l'oste, ossia, non aveva fatto i conti con se stesso: le sue esternazioni hanno una peculiarità, ognuna di esse ne rende necessarie altre cinque o sei per dimostrare che sono state fraintese e ripararne i danni, magari poi con il risultato di aggravarli.

Furono sue infatti le dichiarazioni sulle veline candidate che fecero infuriare Veronica, sue e del suo "Giornale", che poi diedero l'avvio al tram tram che vede la Bestia apostrofato malamente come un "sessuomane" dai giornali stranieri, che gli consigliano addirittura una clinica per la dipendenza sessuale.

Qualcuno a sinistra si è svegliato dicendo che tutto questo è colpa del conflitto di interessi (verrebbe voglia di spulciare le dichiarazioni di qualche anno fa di certi leader sullo stesso tema, apostrofato come "falso problema"), eppure c'è ancora qualcuno che fa orecchie da mercante.

Il Conflitto di Interessi si risolve ad un solo modo: con la vendita. E non ci vengano a dire certi liberali alle vongole che sarebbe un sopruso contro la libertà di impresa, perché non è vero.

Se il Cavaliere vuole fare l’imprenditore, la Fininvest è sua, così come anche Mediaset. Se vuole fare il Presidente del Consiglio, faccia come in America, dove chi ricopre cariche pubbliche deve vendere l’impresa e affidare il ricavato ad un gestore tenuto a rendergliene scrupolosamente conto.

Il principio, comune a tutti i liberali, non è contemplato nel Manifesto del Bigotto Libertino: interesse pubblico e interesse privato non sono miscelabili. O si serve uno o si serve l’altro. Questo però la Bestia non lo concepisce, tutto ciò che non è consono ai suoi interessi, allora è una minaccia per la libertà di tutti.

Come dargli torto, se lo stesso Berlusconi dichiarò a Montanelli e Biagi che se non andava in politica, andava in galera: una motivazione dai così sani principi, che oggi proprio non ci capacitiamo come possa il Cavaliere perseguire il suo solo interesse privato, facendo il disinteresse della comunità.

I suoi modi spicci, da padrone di azienda, andavano bene appunto in un’azienda, non al governo di un Paese. Ma del resto, la servitù non è tanto una costrizione del padrone, ma una tentazione dei servi. E di gente che preferisce delegare ad altri l’unica attività libera che hanno ce n’è parecchia.

Intendiamoci, Berlusconi non è Mussolini. Ma è proprio questo clima di facilismo, di esenzione non dai problemi, ma dalle angosce esistenziali che ci rendono recettivi ai grandi principi, che può spianare a Berlusconi la strada verso una “democrazia da balcone”.

Non quello di Palazzo Venezia, che gli starebbe troppo largo, e nemmeno quello della Casa Rosada, che consentiva ad un Peròn di arringare la folla come e quando voleva: il balcone di Berlusconi è la televisione.

Ce la farà? Dipende. Soprattutto, dipende da noi. Perchè la gente, grazie alla televisione, è con lui: e quando la gente sta dietro a qualcuno (le cronache dell'ultimo anno lo dimostrano) intellettuali e giornalisti, che dovrebbero formare l'opinione pubblica, finiscono per mettersi dietro la gente e celebrare il grande capo. E chi non si adegua fa la fine di Repubblica e dell'Unità, querelato per milioni.

A proposito, aveva ragione Veltroni: Craxi fu un grande innovatore. Peccato che la sua più grande innovazione fu aprire la strada al successo di Silvio Berlusconi.

 



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"Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata."
(Enrico Berlinguer)

"Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà."
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anzichè chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti."
(Enzo Biagi)

"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni."
(Indro Montanelli, 2001)


"Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti ed ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni."
(Vittorio Foa, 2006)

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perchè lì è nata la nostra Costituzione."
(Piero Calamandrei)

"Quali garanzie offre questo Stato [...] per quanto attiene all'applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro [...] l'abuso di potere, l'ingiustizia? Nessuna. L'impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent'anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito [...] in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi [...] perchè quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino."
(Leonardo Sciascia, 1979, intervista a Marcelle Padovani)

"Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza"
O illusi, credete proprio che la fine del comunismo storico abbia posto fine al bisogno e alla sete di giustizia?
(Norberto Bobbio)

"Chi non conosce la verità è uno sciocco. Ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente"
(Bertold Brecht)


"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola"
(Giovanni Falcone)
"Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe"
(Paolo Borsellino)

"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'omicidio, ordinino un pubblico assassinio"
(Cesare Beccaria)