|
25 ottobre 2009
Ha Vinto di nuovo D'Alema
Alla fine Pierluigi Bersani ha vinto. O meglio, in realtà si dovrebbe dire che ha vinto Massimo D'Alema. Perchè, infatti, ancora una volta l'endorsement della persona più amata/odiata del centro-sinistra è stata determinante nel successo del candidato.
Già 20 anni fa D'Alema fu determinante nella Svolta della Bolognina, appoggiando l'allora Segretario Achille Occhetto: sebbene i due avessero due visioni politiche e due caratteri completamente opposti (freddo e glaciale il primo, neo-romantico e passionale il secondo), hanno convissuto finchè D'Alema ha cominciato a cucinarsi Occhetto e si è ripreso il partito, sconfiggendo nel congresso del 1994 l'allora delfino del segretario Walter Veltroni.
Poi, quando si è trattato di scegliere il candidato premier per le politiche del 1996, si è schierato con Prodi contro il parere di tutto il partito, salvo cucinarselo per due anni alla stessa maniera di Occhetto con la Bicamerale; caduto Prodi, lo ha sostituito alla guida del governo e, dopo aver dato il proprio endorsement a Veltroni come successore, l'ex-segretario del PD veniva confermato con il 95% dei consensi (tendenza che verrà riconfermata fino alle dimissioni di D'Alema da Presidente del Consiglio).
Sebbene fosse co-responsabile del disastro del 2001, alle dimissioni di Veltroni per andare a fare il sindaco di Roma, D'Alema invocò il cambiamento e diede l'endorsement a Fassino (già sconfitto come vice di Rutelli alle politiche), che infatti raggiunse il 70% dei consensi, contro il 30% di Giovanni Berlinguer, sostenuto dal cosiddetto "Correntone" e dal segretario uscente.
Quando poi nel 2006 il Correntone chiedeva la testa di Fassino e il segretario dei DS sembrava prossimo alla fine, bastarono le parole di D'Alema "Sul Partito Democratico sto con Fassino", perchè il 75% del partito votasse compatto per la mozione del segretario nel Congresso dell'Aprile 2007. Per altro, i due siglarono un patto "anti-veltroni" e spinsero per un coordinatore nazionale (e non un segretario) che tenesse il sindaco di Roma lontano dalla disputa almeno fino alla scadenza naturale della legislatura.
L'invicibile Armada dalemiana dovette però fare retromarcia, non appena il suo leader fu colpito dallo scandalo Unipol-Bnl: D'Alema corse subito a Ballarò a consegnare su un piatto d'argento il nascituro partito al suo odiato nemico che infatti alle primarie del 14 ottobre vinse con il 75%. E dire che qualche mese prima aveva giurato: "Veltroni leader del PD? Non finchè io vivo". Infatti è stato di parola.
Finchè Massimo aveva un lavoro "che gli piaceva", il successo di Veltroni sembrava inarrestabile: non appena il Segretario ha "osato troppo" e si è messo a fare di testa sua, dando l'escamotage a Mastella per far cadere il governo Prodi, subito dopo la prevedibile sconfitta elettorale è iniziato il solito rito della Mantide Dalemiana: il logoramento del Segretario.
Difatti da quel momento in poi le faide interne logoreranno non solo l'immagine di Veltroni, ma anche del partito, che non riuscirà a vincere più nulla, finchè all'ennesima sconfitta elettorale (quella di Soru in Sardegna), Veltroni si è dimesso, cucinato come erano stati cucinati in passato Occhetto e Prodi.
Oggi vince Bersani, candidato annunciato da D'Alema fin dal giorno delle dimissioni di Veltroni: Franceschini, l'utile idiota, è servito come tappabuchi e a nulla sono valsi i suoi ipocriti tentativi di fare l'anti-berlusconiano quando da vice-segretario con Berlusconi ci civettava.
Ora Bersani dovrà dimostrare di saper fare due cose: evitare di essere etero-diretto dal suo sponsor e mettere in campo un'alternativa credibile a Berlusconi. E per farlo, bisogna anzitutto risolvere la Questione Morale.
Perchè delle due l'una: o si vince per navigare o si vince per galleggiare. Berlusconi galleggia, il PD cosa vuole continuare a fare?
|
|
|
|
|
|
|
| Blog letto 312615
volte
Rss 2.0
Atom
|
|
"Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata."
(Enrico Berlinguer)
"Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà."
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anzichè chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti."
(Enzo Biagi)
"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni."
(Indro Montanelli, 2001)
"Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti ed ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni."
(Vittorio Foa, 2006)
"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perchè lì è nata la nostra Costituzione."
(Piero Calamandrei)
"Quali garanzie offre questo Stato [...] per quanto attiene all'applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro [...] l'abuso di potere, l'ingiustizia? Nessuna. L'impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent'anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito [...] in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi [...] perchè quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino."
(Leonardo Sciascia, 1979, intervista a Marcelle Padovani)
"Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza"
“O illusi, credete proprio che la fine del comunismo storico abbia posto fine al bisogno e alla sete di giustizia?”
(Norberto Bobbio)
"Chi non conosce la verità è uno sciocco. Ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente"
(Bertold Brecht)
"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola"
(Giovanni Falcone)
"Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe"
(Paolo Borsellino)
"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'omicidio, ordinino un pubblico assassinio"
(Cesare Beccaria)
|
|