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Non scrivo praticamente più su questo blog. Mi sono dedicato completamente a www.enricoberlinguer.it e curo la rubrica "Il Rompiballe" su Qualcosa di Sinistra. Questo è il mio blog personale, che ho fondato quando avevo 18 anni e ci sono affezionato. Riflette le mie speranze di allora, su una nuova Sinistra, che recuperasse la lezione di Enrico Berlinguer sulla Questione Morale e sull'austerità e la saldasse con la questione della democrazia incompiuta del nostro Paese. 

Rileggendomi, a distanza di anni, sorrido della mia ingenuità di allora. Per fare buona politica, diceva Piero Calamandrei, c'è bisogno di persone oneste che facciano modestamente il proprio mestiere con passione, rigore e impegno morale. Perché sincerità e coerenza, che possono sembrare ingenuità, alla lunga sono l'unico buon affare.

Se mi seguivate allora e volete leggermi "quotidianamente", mi trovate su facebook o su twitter.

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(Il Cambiamento non arriverà se aspettiamo qualcun'altro o qualche altro momento. Noi siamo quelli che stavamo spettando. Siamo il Cambiamento che cerchiamo.)

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17 novembre 2012

Noi, gli elettori che vi hanno eletti

Articolo pubblicato su Qualcosa di Sinistra: http://wp.me/p1mWAa-2X7

Questo articolo è stato pubblicato su l'Unità il 2 ottobre 1990, all'indomani dei primi scandali che si affacciavano a Milano, ex-capitale morale d'Italia. E' stato scritto da un grande milanese, comunista, cantautore, poeta, scrittore quale fu Ivan Della Mea, scomparso il 14 giugno 2009. E' un vero e proprio manifesto di tutti i cittadini di sinistra e comunisti sempre valido che esprime bene la nostra posizione rispetto a tutti i potenti, gli arroganti e i prepotenti di qualsiasi colore e bandiera. Vale per la città di Milano di ieri, oggi e domani, per tutte le città d'Italia. E se vale dopo 22 anni, significa che qualcuno non ha fatto il suo dovere fino in fondo. PF

Noi, gli elettori che vi hanno eletti
di Ivan Della Mea, 2 ottobre 1990

Voi, gli eletti da noi. Vi abbiamo eletti per governare la nostra città, questa: Milano.
Vi abbiamo detto: facciamo insieme una città pulita, una città sana, una città generosa e buona e dolce.
Vi abbiamo detto: costruiamo insieme una città onesta perché pensata da onesti e amministrata da onesti.
Non vi abbiamo detto, mai, voi fate poi noi si vedrà: no. Non vi abbiamo consegnato una delega: no.

Abbiamo investito un capitale di attese, ragionate e pesate sulle vostre intelligenze, sulle vostre capacità, sulla vostra correttezza: un capitale bello, ricco delle nostre umane ricchezze per fare insieme una Milano con umanità, per costruire insieme il comune presente che avesse il segno grande e bello d'un futuro in corso.

Ci siamo dati un'etica, una morale mos moris perché fosse sempre costume usanza abitudine condotta comportamento contegno qualità legge precetto regola moralis: etica appunto e concernente il costume.

Troppe volte abbiamo ascoltato frasi del tipo: la politica è una cosa sporca, i politicanti son tutti ladri, inn tucc istess, chi fa da se fa per tre, mi faccio i cazzi miei; c'è una "cultura" dentro queste frasi che è vincente e che si propaga e si allarga e allontana il cittadino dalle istituzioni e lo fa nemico delle istituzioni e  lo convince nel negarsi il diritto e nel cercare l'amico dell'amico dell'amico e nel pagare - con la bustarella o con il voto - l'ultimo amico dell'amico dell'amico.

No, noi gli elettori che vi hanno eletti ci siamo opposti a questa cultura che è cultura di mafia; noi ci siamo detti e vi abbiamo detto "Chi fa politica per la gente è onesto, chi usa la gente per fare politica è disonesto".

Noi oggi come ieri rivendichiamo i nostri diritti e questo facciamo perché è nostro dovere farlo.

Rivendichiamo il diritto-dovere alla verità e diciamo che non si deve, mai e per nessuna ragione, rimuovere la memoria, ogni memoria. Rivendichiamo il diritto-dovere di vigilare sulla cosa pubblica e di pretendere la trasparenza: tutta.

Rivendichiamo il diritto-dovere di difendere il territorio, di progettare per il bene comune con l'occhio giusto per i più deboli, per tutti gli emarginati di qualsiasi colore essi siano e di qualsiasi fede e di qualsiasi cultura e di qualsiasi sventura siano portatori e vittime; e con l'occhio giusto per tutte le periferie perché davvero divengano "il centro dei nostri progetti" e contro tutti i ghetti.

Rivendichiamo il diritto-dovere di tutelare le giovani generazioni per garantire loro una città futura, una città possibile.

L'importanza delle parole 1: vi abbiamo eletti per la convivenza.
L'importanza delle parole 2: vi abbiamo eletti contro ogni connivenza.

Ps: Per tutte le ragioni suesposte mi tengo la mia tessera del PCI e chiedo l'iscrizione alla Società Civile.



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"Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata."
(Enrico Berlinguer)

"Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà."
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anzichè chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti."
(Enzo Biagi)

"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni."
(Indro Montanelli, 2001)


"Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti ed ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni."
(Vittorio Foa, 2006)

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perchè lì è nata la nostra Costituzione."
(Piero Calamandrei)

"Quali garanzie offre questo Stato [...] per quanto attiene all'applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro [...] l'abuso di potere, l'ingiustizia? Nessuna. L'impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent'anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito [...] in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi [...] perchè quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino."
(Leonardo Sciascia, 1979, intervista a Marcelle Padovani)

"Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza"
O illusi, credete proprio che la fine del comunismo storico abbia posto fine al bisogno e alla sete di giustizia?
(Norberto Bobbio)

"Chi non conosce la verità è uno sciocco. Ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente"
(Bertold Brecht)


"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola"
(Giovanni Falcone)
"Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe"
(Paolo Borsellino)

"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'omicidio, ordinino un pubblico assassinio"
(Cesare Beccaria)