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Non scrivo praticamente più su questo blog. Mi sono dedicato completamente a www.enricoberlinguer.it e curo la rubrica "Il Rompiballe" su Qualcosa di Sinistra. Questo è il mio blog personale, che ho fondato quando avevo 18 anni e ci sono affezionato. Riflette le mie speranze di allora, su una nuova Sinistra, che recuperasse la lezione di Enrico Berlinguer sulla Questione Morale e sull'austerità e la saldasse con la questione della democrazia incompiuta del nostro Paese. 

Rileggendomi, a distanza di anni, sorrido della mia ingenuità di allora. Per fare buona politica, diceva Piero Calamandrei, c'è bisogno di persone oneste che facciano modestamente il proprio mestiere con passione, rigore e impegno morale. Perché sincerità e coerenza, che possono sembrare ingenuità, alla lunga sono l'unico buon affare.

Se mi seguivate allora e volete leggermi "quotidianamente", mi trovate su facebook o su twitter.

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(Il Cambiamento non arriverà se aspettiamo qualcun'altro o qualche altro momento. Noi siamo quelli che stavamo spettando. Siamo il Cambiamento che cerchiamo.)

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3 aprile 2013

Benvenuti in Italia, Repubblica di Bananas (senza Woody Allen)

di Pierpaolo Farina

In principio c'era la politica: si scontravano visioni ideali del mondo e della società completamente opposti, ci si scontrava duramente, ma c'era il rispetto, un certo galateo istituzionale, il riconoscimento dei meriti e dei pregi dell'avversario. Certo, in campagna elettorale si andava alla conquista dei voti, con programmi che spesso enfatizzavano le manchevolezze dell'altro, ma era già pur qualcosa.

Benché la democrazia italiana fosse bloccata, un terzo dell'elettorato irrimediabilmente relegato all'opposizione (anche qualora avesse raggiunto il maggior numero di voti, per ragioni di politica internazionale) e problemi di governabilità dovuti all'eterogeneità delle coalizioni governative anti-comuniste, però c'era ancora della passione... poi andò tutto lentamente a marcire, arrivarono i colpi di stato falliti, le bombe, il terrorismo, il clima da guerra civile, le stragi mafiose, la corruzione della vita pubblica.

Ci sono voluti trent'anni di nani e ballerine, inaugurati da San Bottino di Hammamet, ma finalmente, con il discorso di oggi del Capo dello Stato, possiamo finalmente dire di aver raggiunto un risultato: dalla Prima Repubblica dei padri costituenti siamo passati alla Repubblica di Bananas.

Siccome siamo italiani, abbiamo anche la sfiga di non avere Woody Allen.

Dal governo tecnico siamo passati al "ristretto gruppo di tecnici": evidentemente hanno sbagliato lavaggio in lavatrice. E sono facili lacrime di coccodrillo, quelle del Partito Democratico e di Bersani, che ha fatto una campagna elettorale disastrosa, e si è impiccato proprio appoggiando il governo Monti: gli 8 punti dovevano saltare fuori prima delle elezioni, non dopo. Verrebbe da dire, ben gli sta, se non ci fosse Renzi che si scalda ai motori, e intanto passa da Mediaset, stavolta non alla ruota della fortuna, ma ad Amici di Maria de Filippi.

La democrazia italiana è stata lentamente espropriata di ogni rappresentatività e, soprattutto, di ogni possibilità di cambiamento: il M5S ha deciso di comportarsi come tutti gli altri, con la scusa di non compromettersi. Facendo i suoi interessi di bottega, il M5S non solo ha rimesso in campo Berlusconi per la golden share del governo, ma ora gli impresentabili del PD si accorderanno con il centrodestra per un capo dello Stato che "tuteli il Cavaliere sulla giustizia"; non solo, hanno prolungato il governo Monti, quello delle banche per intenderci, contro cui cannoneggiavano fino ad un mese fa; non otterranno più nulla di concreto. E quindi, alla fine, il loro consenso sarà totalmente non rappresentato e inutile, ai fini del cambiamento.

Sì, perché bastava accordarsi per un governo a tempo che cambiasse le cose fondamentali da cambiare (a guida di chi gli pare), sostenuto da PD e M5S, e almeno si sarebbe potuti tornare al voto con schieramenti rinnovati, una legge elettorale decente e, finalmente, una legge sul conflitto di interessi.

Niente di tutto ciò. Ora, il fantoccio Monti sarà ancora più fantoccio, a lavorare saranno i "tenici ristretti" e, nel marasma generale, si conferma la massima del Gattopardo: "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi."

Complimenti ai registi dell'operazione.

P.S. Abbiamo appena scoperto che un governo senza la fiducia delle Camere può operare. Soprattutto se è dimissionario. Fantastico. Ma se a tutelare la Costituzione non ci pensa nemmeno il Capo dello Stato, a chi dobbiamo rivolgerci? A Woody Allen?

Pubblicato su: http://www.qualcosadisinistra.it/?p=13322



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"Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata."
(Enrico Berlinguer)

"Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà."
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anzichè chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti."
(Enzo Biagi)

"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni."
(Indro Montanelli, 2001)


"Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti ed ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni."
(Vittorio Foa, 2006)

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perchè lì è nata la nostra Costituzione."
(Piero Calamandrei)

"Quali garanzie offre questo Stato [...] per quanto attiene all'applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro [...] l'abuso di potere, l'ingiustizia? Nessuna. L'impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent'anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito [...] in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi [...] perchè quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino."
(Leonardo Sciascia, 1979, intervista a Marcelle Padovani)

"Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza"
O illusi, credete proprio che la fine del comunismo storico abbia posto fine al bisogno e alla sete di giustizia?
(Norberto Bobbio)

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(Bertold Brecht)


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(Giovanni Falcone)
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(Cesare Beccaria)