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Ma io Pisapia lo difendo

 Dell’uomo non ho mai avuto tanta simpatia. E dire che ero partito con le migliori intenzioni, a settembre dello scorso anno: stavolta scelgo un candidato e lo sostengo fino in fondo, mi ero detto.

 

Entra sempre in gioco l’eterogenesi di fini di hegeliana memoria, quindi sarà che nei suoi comitati circolava il peggio dei due partiti che oggi giocano a cannibalizzarsi l’un l’altro (PD e SEL), sarà anche che poi ho scoperto certe sue posizioni sulla giustizia più alla D’Alema che al buon senso, mettici pure che non abbia proprio questo carismatic appeal, ma alla fine tutto il mio entusiasmo iniziale si è ridotto ad un piccolo lumicino. Nonostante tutto, però, Pisapia alle primarie l’ho votato.

 

Il lumicino poi si è spento definitivamente quando il 14 dicembre ha cominciato a raccontare frottole sulla partecipazione alle primarie (che ha segnato un meno 15.000 partecipanti rispetto a 5 anni prima, mentre lui affermava esserci stato un più 3%). Contestato (e ho anche il video), ha reagito in maniera scomposta e feroce, dicendomi di tornare a studiare. A me, che ho la media del 30elode all’università. E lì mi ero ripromesso di non votarlo nemmeno sotto tortura.

 

Gli scimmiottamenti di Vendola al Palasharp e la pallida imitazione di Mitterrand, con quella foto orripilante apparsa sui maxi-manifesti sparsi per la città, mi avevano definitivamente convinto a votare per il mio compagno di università candidato alla Lista civica di Grillo. Anche perché, alla mia famosa lettera aperta che gli ho inviato e ho pubblicato (condivisa da più di 2000 persone su facebook), non ha mai risposto, ma ha fatto rispondere alcuni suoi galoppini con problemi di prostata che tra un “Basta giovani” e “lavori per la Moratti” si sono beccati un bel trattamento in dolce stil novo dal sottoscritto (sono sempre molto fine e irritante nel mandare a quel paese la gente, me ne do atto).

 

Ciononostante, nella vicenda di Affittopoli lo difendo. E non per spirito di coalizione (avevo già intenzione di votare un altro), quanto perché non si può mettere sullo stesso piano un contratto di affitto stipulato nel 1989 dalla sua compagna con i contratti di affitto a prezzi stracciati degli uomini organici alla Destra.

 

E per un semplice motivo: Milano è governata da 20 anni dal centrodestra. E si vede, aggiungo io. Quindi non regge l’accusa che Cinzia Sasso, la compagna di Pisapia, abbia avuto la casa in affitto perché godeva dell’appoggio del candidato sindaco. Anche perchè il contratto di affitto era scaduto nel 2008, Pisapia vive in un’altra casa e la Sasso doveva trasferirsi a novembre nella nuova casa (se non fosse che l’edilizia in Italia ha i tempi biblici che sappiamo), dove sarebbe andato a vivere anche Pisapia.

 

Dunque, qual è lo scandalo? Che milionari, star e assessori e consiglieri di centrodestra abbiano avuto case con affitti risibili proprio in virtù della loro appartenenza ai partiti della maggioranza che guida il comune da 20 anni oppure che la compagna di Pisapia, nel 1988, abbia avuto in affitto la casa dal Pio Albergo Trivulzio, quando Milano era ancora governata dal cognato di Craxi, Pillitteri (passato al centrodestra, il cui figlio è per altro in affitto anche lui in una casa del Pat)?

 

Pisapia lo si può attaccare su molti fronti, ma questo no. L’unica cosa che posso dire è che mai ho visto in vita mia una difesa così goffa e intempestiva da parte di un avvocato, che di certo ha una gran carriera anche da politico alle spalle. Ingenuità? Forse, ma se prima il centrosinistra era nella prima volta avanti nei sondaggi a Milano, ora dubito che lo sarà ancora.

 

A meno che, per la gioia del Pd, Pisapia non faccia un passo indietro. Ma questo sarebbe l’ennesimo colpo mortale all’immagine del centrosinistra milanese ed equivarrebbe a sconfitta certa.

E in un periodo come questo, non possiamo permettercelo. Quindi l’unica cosa che rimane da fare al candidato sindaco, se non vuole affogare nella palude in cui la sua goffa difesa lo ha infilato, deve abbandonare per strada un po’ di venefici compagni di viaggio. Deleteri per lui e, qualora vincesse, deleteri per Milano. I nomi si sanno già, inutile farli anche qui.

 

Speriamo solo che ora Pisapia si dia una mossa. Perché prediche moraliste da parte della Lega e del PDL (che sugli affari immobiliari hanno ben altri e ben più gravi scandali da fronteggiare) è veramente una vergogna.

Pubblicato il 21/2/2011 alle 12.38 nella rubrica Politica.

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